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Roma, 14 lug – Gentile Direttore, in relazione all’articolo pubblicato oggi dal Suo quotidiano, dal titolo “Moavero elimina i confini: voli charter, lavoro e aree franche per immigrati”, desidero fornirLe alcuni chiarimenti, a beneficio dei Suoi lettori. Innanzitutto, non risponde a verità scrivere che si vuole “rivedere la politica sin qui seguita dal governo”: si vuole invece aprire una discussione in ambito Unione europea spiegando la linea del governo italiano e ricercando, intorno a essa, di unire gli altri governi europei. Non si propone affatto di eliminare o ridurre i controlli: al contrario, si propone di rafforzarli, perché verrebbero anticipati alla fase precedente la partenza dai luoghi di origine, proprio per ridurre le partenze stesse. A quest’ultimo fine, vanno aumentati gli investimenti nei Paesi di origine dei migranti per migliorarne la situazione socio economica e ridurre le cause che spingono oggi a partire.

In Europa solo chi ha diritto all’asilo o un lavoro

Solo chi ha un diritto di asilo (riconosciuto dopo i controlli) partirebbe per l’Europa in condizioni degne e sicure. In ogni caso, queste persone devono (anche ora) sempre essere accolte, comunque arrivino in Europa. L’eventuale accoglienza di “migranti economici” o “per cambiamento climatico” è rigorosamente subordinata (come già lo è oggi) a un’eventuale offerta di lavoro verificata (dunque nulla cambia, solo che ci sarebbe più organizzazione e controllo).

Chiediamo inoltre che tutti i migranti che dovessero, malgrado tutto, arrivare, siano subito distribuiti fra gli Stati Ue, nei quali, poi, verrebbero effettuati i controlli (che oggi si fanno nel Paese di arrivo, con ogni onere a suo carico): ma, con il nuovo sistema, questi sarebbero effettuati su numeri già ripartiti, quindi per ciascuno Stato Ue più ridotti e dunque meglio e più rapidamente gestibili.

Sbarchi in zone franche dei porti di diversi Stati Ue

Chiediamo che eventuali sbarchi, imposti da ragioni di sicurezza o umanitarie, avvengano in ‘zone franche’ dei porti, da crearsi in svariati Stati Ue, alle quali non si applichino le regole di Dublino che, oggi, mettono tutti gli oneri a carico dello ‘Stato di primo arrivo’ (quest’ultimo concetto, quindi, non si applicherebbe a questi sbarchi); i migranti vi resterebbero il minimo tempo necessario a suddividerli fra diversi Stati Ue, dove sarebbero poi effettuati tutti i controlli.

Chi non ha diritto di asilo o altra ragione verificata e accettata per restare in un Paese europeo, deve essere rimpatriato nel Paese di origine (come dovrebbe già accadere oggi), ma sulla base di appositi accordi stipulati dall’Ue e non dai singoli Stati che ne fanno parte. Simili accordi Ue sarebbero più efficaci e ogni spesa deve essere presa in carico dal bilancio Ue. In sostanza: nessun affievolimento dei controlli, ma un meccanismo stabile europeo che suddivida gli oneri equamente fra gli Stati Ue, riducendo l’attuale pressione su quelli geograficamente più esposti. Con i più cordiali saluti.

Alessandro Cortese – Capo Ufficio Stampa Ministero Affari Esteri

9 Commenti

  1. Non credo a una parola da parte di chi opera per gestire e organizzare l’immigrazione nell’ambito dell’Unione europea. La UE é la principale responsabile di una politica arrendevole e diritto umanitarista verso gli allogeni africani e asiatici.
    Vogliono spacciare i cosiddetti corridoi umanitari tramite voli charter e portifranchi oltre che con controlli all’origine come l’alternativa all’immigrazione clandestina di massa, ma in realtà le due cose semplicemente si sommerebbero visto che la Ue non ha nessuna reale intenzione di bloccare l’invasione di massa dal mediterraneo! L’obiettivo finale degli eurocrati e dei loro manutengoli nazionali è quello della “grande sostituzione”, per altro già in corso! Quello che serve sono i Rimpatri, Rimpatri, Rimpatri, RIMPATRI!!

  2. I migranti economici o climatici che le elites globaliste vogliono favorire entrerebbero “solo” in caso di offerta di lavoro verificata!!?? Ma questa deve prevedere che è già stata offerta ai tanti disoccupati italiani; magari si tratta di lavori sottopagati per cui servono schiavi e non cittadini.Un imprenditore ha recentemente affermato che i migranti sono bravi e costano la metà!! Ovviamente il loro costo sociale, aiuti alle loro famiglie, assistenza sanitaria, pensioni,mezzi pubblici, etc sono a carico degli italiani ma questo ai globalisti apolidi non frega niente.
    L’Italia è ancora, anche dopo le grandi svendite di aziende e banche pubbliche alla finanza straniera occulta,degli italiani e sono loro che devono decidere chi entra, non un rappresentante qualsiasi contro la volontà del popolo.
    Per quanto concerne chi scappa dalle guerre anche qui non è che ci possiamo prendere milioni di persone per guerre fatte per l’interesse di multinazionali delle armi e banchieri che si vogliono impossessare dei beni di paesi sovrani non soggetti alla loro usura; è ora di finirla con questa grande finta umanità atea che dietro ha una massoneria oligarchica e spesso satanista che vuole eliminare le identità nazionali, familiari, religiose e sessuali per un uomo senza identità da controllare sin dalla nascita e che non rivendichi alcun diritto collettivo di cittadinanza

  3. “Queste “persone” devono sempre essere accolte, comunque arrivino in Europa”! E’ un incubo! No

  4. Perdonate se insisto: per come l’ho capita io, la Convenzione di Ginevra del 1951 determina l’obbligo di accogliere e concedere asilo politico (che, in linea di massima, dovrebbe essere temporaneo) a persone che fuggano DIRETTAMENTE da un Paese confinante all’interno del quale la loro vita sia minacciata.

    Dunque, perché tutti, sempre e comunque, in Europa? Ma se uno fugge (esempio) dalla guerra in Sudan, quindi, nel continente africano, perché mai dovrebbe essere trasportato tramite ponti aerei nel continente europeo? Stesso discorso vale per Asia e Sud America.

    Poi, che significa questo:

    “… Chiediamo che eventuali sbarchi, imposti da ragioni di sicurezza o umanitarie, avvengano in ‘zone franche’ dei porti, da crearsi in svariati Stati Ue, alle quali non si applichino le regole di Dublino… ”

    Ma la situazione non credo cambierebbe di molto! Gli “eventuali sbarchi” non cesserebbero di certo, anzi, di sicuro aumenterebbero con, in più, una piccola-grande variazione: diminuirebbero la loro visibilità mediatica a livello nazionale dando, così, la falsa impressione di aver risolto il problema degli sbarchi – in Italia – ma globalmente aumenterebbero a livello continentale, europeo! E poi: chi o cosa determinerebbe eventuali “ragioni di sicurezza e umanitarie”? In base a quali parametri verrebbero determinate? Certamente, in base ai parametri attuali. Insomma, cambierebbe qualcosa, sì, ma in peggio…
    Il punto non dovrebbe essere centrato sulla re-distribuzione in Europa di presunti profughi di guerra e/o presunti richiedenti asilo per i più disparati e a volte, persino fantasiosi motivi ma sul BLOCCO TOTALE di questo assurdo dramma.

    Purtroppo, personalmente, ne ricavo l’impressione che una volta chiusa (o socchiusa) la porta al Global Compact For Migration, lo si stia, in tutti i modi possibili (e fra non molto, forse, anche quelli impossibili, ma speriamo di no), cercando di far rientrare dalla finestra.

  5. ….il dubbio, su questa proposta, viene su due punti: cambiamenti climatici e lavoro.
    la dicitura ” cambiameni climatici” è molto, ma molto vaga e opinabile, dato che chiunque potrebbe appellarsi e ricorrere a tale “regola” (migliaia se non milioni di ricorsi).
    Su che basi si fonda la “offerta lavorativa” ? Toglere lavoro agli autocni, con sottopagati, come avviene adesso, non è una bella soluzione.

  6. Sarò breve, non vogliamo e non abbiamo bisogno di importare questi personaggi da mantenere a spese nostre. C’è forse un altro motivo per il quale dovrebbero arrivare qui, a parte le baggianate che ci dicono continuamente? Bene, espongano questo motivo,e saranno linciati…

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