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Roma, 24 set – Giorgia Meloni punta il dito contro la Ue e suona la sveglia al governo giallofucsia sul fronte dell’immigrazione. “Niente redistribuzione automatica in Europa di chi entra illegalmente ma controllo esterno delle frontiere, centri sorvegliati per chi entra illegalmente, distinguere tra chi ha diritto alla protezione internazionale da chi deve essere rimpatriato”, sintetizza così la leader di Fratelli d’Italia il piano immigrazione della Commissione Ue, ennesima presa in giro e che penalizza tanto per cambiare proprio il nostro Paese.

La Meloni contro la Ue e il governo giallofucsia

La Meloni va all’attacco dell’esecutivo Conte, doppiamente colpevole: “Insomma, dalla von der Leyen una doccia gelata al governo Pd-M5S e alla sua politica delle porte aperte all’immigrazione illegale di massa“. Pur sapendo benissimo, i giallofucsia, che al di là dei proclami la Ue non muove concretamente un dito sul fronte dei ricollocamenti e dei rimpatri, continuano ad accogliere tutti indiscriminatamente. “Il messaggio dell’Europa è chiaro: ‘Cara Italia, devi difendere le tue frontiere, perché i clandestini che farai entrare te li devi tenere tu’. Cosa altro serve per fermare la furia immigrazionista della sinistra italiana?”, fa presente la leader di FdI.

Sbarchi su sbarchi e il governo non fa niente

La situazione è esplosiva: in Sicilia e sulle coste del sud gli sbarchi sono continui, tutte le navi Ong puntano a noi e riescono sempre a sbarcare i clandestini nei nostri porti. Come se non bastasse, spesso gli immigrati irregolari sono positivi al coronavirus, e quindi mettono a rischio la sicurezza e la salute dei nostri concittadini. E il governo che fa? Manda le navi quarantena a spesa dei contribuenti per caricarle di immigrati (nel tentativo di svuotare i centri di accoglienza). Quando invece dovrebbe affrettarsi a chiudere porti e frontiere. Ecco perché è più che conclamato che i giallofucsia siano degli immigrazionisti, intenti a ingrassare la florida filiera del business dell’accoglienza.

Oggi l’audizione della Lamorgese al Comitato Schengen

Oggi pomeriggio comunque il Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione ascolterà il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese sull’emergenza sbarchi a fronte della diffusione dell’emergenza sanitaria da Covid-19. “Ogni giorno assistiamo ad un aggravamento dell’emergenza migranti, con record di sbarchi e situazioni preoccupanti dentro e fuori dai centri di accoglienza”, denuncia Eugenio Zoffili, presidente del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. “Molte regioni del nostro Paese sono colpite da questo fenomeno, in particolare Sicilia e Sardegna ma penso anche alla Liguria, al Friuli Venezia Giulia e a tutte le fasce di confine. Anche a fronte dell’ennesima beffa da parte dell’Unione europea, mi auguro che oggi il ministro Lamorgese che ci dica chiaramente quali azioni concrete il governo intenda mettere in atto, da subito, perché siamo in una situazione emergenziale aggravata da quella sanitaria, per potenziare uomini e mezzi delle forze dell’ordine nelle zone più critiche e per fermare le partenze dal Nord Africa, velocizzando al contempo i rimpatri degli irregolari presenti sul suolo italiano”, è la richiesta del deputato della Lega.

Adolfo Spezzaferro

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