Roma, 24 lug – Le regole della missione europea Sophia cambieranno, ma nel frattempo i porti italiani resteranno aperti per le navi che vi prendono parte per lo sbarco degli immigrati. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, in missione a Berlino ieri, ha chiarito così che l’Italia non si tira indietro sulla prima accoglienza agli immigrati. Insomma, da parte del governo arriva un’ulteriore apertura verso i partner Ue, in attesa che domani la Commissione europea presenti la sua proposta sugli sbarchi ed i centri controllati, con cui avviare un percorso di condivisione reale e continuativo.
La modifica delle regole di Eunavfor Med è stata tra le questioni principali poste dal premier Giuseppe Conte in una lettera inviata ai vertici di Bruxelles per uscire dall’isolamento nella gestione dei sbarchi dal Nord Africa. La missione, nata nel 2015 per contrastare il business dei trafficanti di esseri umani, prevede che tutti gli immigrati soccorsi dalle navi europee vengano sbarcati in Italia. Per Roma questa situazione non è più sostenibile, ma nei giorni scorsi – a seguito della lettera di Conte ai presidenti Juncker e Tusk – dall’Ue sono arrivati segnali d’apertura alla possibilità di una revisione strategica della missione entro poche settimane.
Moavero ha assicurato che la modifica di Sophia ci sarà nei tempi previsti. Non si passerà ad una “nuova operazione” ma ci saranno “nuove regole” che arriveranno tra “qualche settimana”, con l’obiettivo di “porre fine allo sbarco delle persone salvate in un unico Paese”. Nel frattempo, comunque, “l’Italia garantirà l’approdo nei propri porti di tutte le persone salvate” dalle navi militari della missione, ha aggiunto Moavero. Il messaggio è chiaro: il governo italiano si aspetta delle contropartite dagli altri Paesi Ue, visto l’ulteriore sforzo.

Su questo fronte, altra questione chiave per l’Italia è quella dei centri di sbarco. In merito la Commissione Ue domani presenterà una proposta per dare corpo alle conclusioni dell’ultimo Consiglio, in cui si sollecita una condivisione tra tutti i Paesi membri nell’accoglienza degli immigrati, anche se su base volontaria. A Bruxelles, a quanto pare, si sarebbe lavorato all’ipotesi di creare centri controllati negli Stati membri, finanziati dall’Ue, dove effettuare le registrazioni degli immigrati, ma anche piattaforme di sbarco nei Paesi terzi. E poi ancora un meccanismo di incentivi in base al numero dei migranti accolti. La Commissione, inoltre, si assumerebbe un ruolo di coordinamento nella redistribuzione degli immigrati, sul modello Pozzallo, ossia quando la settimana scorsa il governo italiano ha acconsentito allo sbarco di 450 immigrati in Sicilia a patto che venissero redistribuiti negli altri Paesi Ue. Sarebbe questo il compito della cosiddetta “cellula di crisi” – coordinare gli sbarchi tra i Paesi Ue – invocata dal premier Conte in uno dei passaggi della lettera inviata a Juncker e Tusk.
Il testo della Commissione europea sarà sul tavolo della riunione degli ambasciatori dei 28 (Coreper-Comitato dei rappresentanti permanenti) che si terrà domani. Si tratterà di indicazioni e non di regole sulle quali gli Stati membri si confronteranno. Per l’Italia non sarà affatto facile farsi ascoltare perché in molti, non solo i Paesi del gruppo di Visegrad, sono fermi sulla posizione secondo cui l’accoglienza degli immigrati sia una prerogativa esclusiva dei Paesi Ue che affacciano sul Mediterraneo.
Insomma, l’Italia sta mettendo sul piatto la buona volontà per ottenere in cambio una maggiore collaborazione da parte dei Paesi Ue. Ma i porti riaperti (che è un dietrofront rispetto alla linea Salvini) potrebbero essere un autogol. Perché potrebbe volerci molto tempo prima di trovare la quadra a livello Ue.
Intanto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, è a Tunisi per ribadire la collaborazione nell’arginare i flussi dei clandestini. “L’Italia e la Tunisia condividono la medesima casa, il Mediterraneo, e dobbiamo continuare a lavorare insieme per la stabilità della regione, specie in riferimento ai flussi migratori verso le nostre coste, che per il governo che rappresento costituiscono una priorità“, ha spiegato il ministro Trenta al presidente tunisino Beji Caid Essebsi. “Sull’immigrazione la Tunisia è d’accordo ad andare avanti nella cooperazione bilaterale con l’Italia”, ha assicurato la responsabile della Difesa.
Adolfo Spezzaferro


4 Commenti

  1. Al Governo forse non hanno capito che questa è una “guerra non convenzionale” che non può essere vinta col fioretto in nessun modo!!
    Secondo me quelli della Lega l’hanno capito ma sono quelli del M5S che invece fanno finta di non capire e siccome sono l’azionista di maggioranza del Governo M5S-Lega e allora ecco spiegato perché ancora usano il fioretto!!
    Cosa intendo per “guerra non convenzionale”:
    https://www.analisidifesa.it/2017/04/armi-di-migrazione-di-massa/
    Quindi la vera domanda è:
    quelli del M5S ci fanno o ci sono? Da quali forze sovversive sono eterodiretti? Forze massoniche, paramassoniche internazionali? O che altro?
    Saluti.
    Fabrice

Commenta