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Israele e quell’Olocausto perenne a cui non crede più nessuno

by Alberto Celletti
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Israele Olocausto

Roma, 6 mag – È come una mano a carte, c’è chi prima o poi deve usare il jolly, magari a scala quaranta per far quadrare i conti. A dover far tornare tutto è ancora una volta Israele, evidenemtente in difficoltà nella gestione della guerra a Gaza, che così tira fuori il suo, ovviamente l’Olocausto, la carta adatta a tutti i giochi e a tutte le stagioni. La butta sul tavolo il suo primo minitro Benjamin Netanyahu, la cui forza politica in declino è ben evidenziata dalle sue ultime uscite pubbliche….

Israele e l’Olocausto perenne: “Il 7 ottobre come lo sterminio ebraico”

L’attacco del 7 ottobre di Hamas come la Shoah. A dirlo è lo stesso Netanyahu. Con furbizia e paraculismo, ma sostanzialmente affermandolo per l’ennesima volta. Il contesto è la cerimonia ufficiale commemorativa di Yom Hashoah, la giornata del ricordo dell’Olocausto in Israele. Quale occasione migliore. Sullo sfondo, l’ennesimo bluff di una tregua che non è arrivata nemmeno a quest’ultimo giro. Come avevamo pienamente previsto. Non che ci volesse molto, visti i precedenti telefonati. Però stavolta l’enfasi era particolarmente accesa e qualcuno, ingenuamente e in buona fede, ci aveva perfino creduto. Comunque, il premier israeliano decide di giocarsi la carta vincnete quando tutto il resto è perdente, con queste parole: “L’attacco del 7 ottobre non è stato un Olocausto, non per mancanza dell’intenzione di annientarci, ma per mancanza di capacità”.  Benjamin, insomma, usa la furbizia: un olocausto “intenzionale”. Benissimo così. Nella pratica non lo è stato (bontà sua) ma in teoria voleva esserlo.  Vabbè. Non è un caso, forse, che le parole del presidente israeliano Isaac Herzog smentiscano quelle del primo ministro. Forse ci si rende conto di quanto sia ridicolo tirare in ballo sempre la stessa storia, Herzog, e commenta così: “Non è stato un Olocausto”, perché quell’evento “fu l’abisso più profondo della storia umana”.

Quando sei in difficoltà, giocati la Shoah

La Corte dell’Aja ti condanna più volte? Mezzo Occidente è costretto a prendere atto di azioni drammatiche e di veri e propri stermini di massa, peraltro da tuo alleato indiscutibile e a prescindere (anche contro i suoi interessi, se si parla di Europa e ancora di più di Italia, viste le necessità di intessere relazioni proficue con il mondo arabo e quindi anche mediorientale). Facile rispondere: con un “Olocausto al volo” si sistema tutto. Poco conta che i numeri delle vittime a Gaza dicano tutt’altro, poco conta se l’accusato di Olocausto, stavolta, sia tu. Con il monopolio acquisito dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, si può fare qualsiasi cosa. Cosa che, del resto, la politica israeliana si permette nei riguardi dei palestinesi da quasi 80 anni. Tutto liscio, aspettiamo il prossimo giro di giostra. E il messaggio è sempre lo stesso: sarebbe Hamas a voler sterminare per l’ennesima volta il popolo ebraico, e lungi da chiunque pensare che possa essere l’esatto opposto.

Alberto Celletti

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