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Roma, 31 gen – Come anticipato dal premier Giuseppe Conte, l’Italia è in recessione tecnica. A confermarlo è l’Istat che, nelle sue stime preliminari, certifica che il Pil nel quarto trimestre è sceso dello 0,2%, il secondo calo consecutivo dopo quello del terzo trimestre.

L’Italia pertanto è in recessione tecnica, perché il Pil è calato per due trimestri consecutivi.

“I dati Istat sul Pil testimoniano una cosa fondamentale: chi stava al governo prima di noi ci ha mentito, non ci ha mai portato fuori dalla crisi“. Così il vicepremier Luigi Di Maio, in linea con quanto dichiarato dal premier, accusa i governi Pd di aver detto bugie sulla fine della crisi.

“I dati dell’asta dei Btp sono molto incoraggianti, vuol dire che c’è grande fiducia nel nostro Paese. Un Paese che ha fatto una riforma delle pensioni, perché libereremo tanti posti di lavoro”, aggiunge il capo politico del M5S.

“Non credo ci sarà bisogno di correggere le stime (per il 2019, ndr), nonostante la congiuntura economica difficile” e considerata “anche la guerra dei dazi”, spiega poi Di Maio. “Credo – aggiunge – che aiutando le fasce più deboli, i pensionati, le Pmi e chi cerca lavoro permetteremo un aumento della domanda interna, immettendo 8 miliardi di euro ogni anno e 5 miliardi con il Tfs che entrano nei conti correnti”.

Per il vicepremier, i dati Istat certificano “il fallimento della legge di Bilancio di Gentiloni e l’idea per cui si dovesse stare attenti solo alle regole europee sacrificando i cittadini italiani. Questa è una manovra espansiva e permette di spendere velocemente i soldi che mettiamo nell’economia”.

Dello stesso parere il leghista Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio alla Camera: “I dati che stanno uscendo adesso si riferiscono al 2018. Sappiamo che la congiuntura internazionale è difficoltosa, però guardiamo al 2019 , sono convinto che sarà un anno migliore”, ha detto ai microfoni del Gr Rai su Radio 1.

Le accuse dell’opposizione

L’opposizione ovviamente è di parere contrario. “Il governo della propaganda vi porta alla recessione“, è il punto di vista dell’ex segretario Pd Maurizio Martina.
Il boom economico? Farneticazioni del pluriministro“, gli fa eco dal canto suo Paolo Zangrillo di Forza Italia.

Confindustria: “Partire subito con la Tav”

Gli industriali invece chiedono al governo di reagire subito al rallentamento dell’economia, perché a gennaio potrebbe vedere un calo maggiore di quello registrato a dicembre. Così il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia, che spiega: “A gennaio avremo un rallentamento superiore a quello registrato nell’ultimo trimestre del 2018 dato il rallentamento della Germania. Bisogna aprire immediatamente i cantieri, partendo dalla Tav“, dice bocciando per questo l’ipotesi di un referendum sulla Torino Lione. “Si dilaterebbero solo i tempi senza aiutare la crescita”.

Adolfo Spezzaferro

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