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Roma, 14 mag – Il decreto Rilancio approvato ieri dal governo Conte, che come sappiamo arriva con colpevole ritardo e non rilancia niente ma mette una toppa ai danni all’economia causati da mesi di lockdown, ovviamente non piace alle opposizioni, che vanno all’attacco della maggioranza giallofucsia. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono d’accordo su un fatto: il premier e i suoi ministri sono colpevoli di non aver fatto l’annuncio più atteso, in merito al decreto con le misure per le famiglie e le imprese messe in ginocchio dalla serrata generale, ossia quando arrivano i soldi. E dal centrodestra si segnala la rabbia crescente dei cittadini, che si sentono abbandonati nonostante la crisi.



Salvini: “In Parlamento proporremo flat tax al 15%”

“I primi messaggi ricevuti sono di italiani fra il preoccupato e l’arrabbiato. Ieri sera il ministro Bellanova ha pianto per i problemi dei poveri immigrati da regolarizzare, ci si sarebbe aspettati impegno e sofferenza per cittadini italiani in difficoltà”. Commenta Matteo Salvini su Telelombardia. “Alcuni imprenditori del settore turismo ci segnalano che, stando alle bozze, il 90% del bonus vacanze andrebbe anticipato dall’albergatore, a cui poi spetterebbe un rimborso della quota tramite credito d’imposta. Così vale quello che vale”, fa presente il leader della Lega. “Questo – aggiunge Salvini – è il momento di ricostruire, su nuovi principi, le mura del Paese Italia, con un grande abbattimento di burocrazia e tasse nel nome del ‘Pagare meno, pagare tutti’“. E visto che Conte ieri in conferenza stampa ha auspicato che il decreto sia migliorato in Aula, anche grazie al contributo delle opposizioni, Salvini – intervenuto ad Agorà su Rai3 – anticipa che “noi in Parlamento proporremo la flat tax al 15%, sotto un certo reddito, per lavoratori e imprese”.

Meloni: “Conte ci dica quando arriveranno i soldi a famiglie e imprese”

Giorgia Meloni sottolinea come “il Parlamento ha autorizzato il governo a spendere in deficit 80 miliardi per fronteggiare l’emergenza. Conte non dovrebbe raccontarci quante risorse spenderà, ma quando arriveranno a famiglie e imprese“. Così la leader di Fratelli d’Italia commenta su Facebook la conferenza del premier dopo l’ok del Cdm al decreto. Citando il terribile caso di “un proprietario di una falegnameria in provincia di Napoli, oppresso dalla crisi e dal peso dell’incertezza economica” che si è tolto la vita, la Meloni dà voce alla “rabbia per uno Stato assente nei confronti dei tanti imprenditori disperati che chiedono aiuto per poter andare avanti“.

Berlusconi: “Dei 55 miliardi ne verranno attivati un terzo e non si sa quando”

Anche Silvio Berlusconi è molto critico con il decreto: “Soddisfa le mie aspettative solo in minima parte e soprattutto troppo tardi. Temo che dei 55 miliardi ne verranno attivati soltanto un terzo. E soprattutto quando?“. “Per agricoltura e turismo – sottolinea il leader di Forza Italia in una intervista a Il Giornale – non è stato fatto nulla di ciò che avevamo chiesto”. L’ex premier boccia anche la regolarizzazione degli immigrati: “Per l’agricoltura è stata adottata u’inutile sanatoria, che pone seri problemi e che comunque non dispiegherà i suoi effetti prima di qualche mese – fa presente -. Insomma, ancora una volta mi sembra che le attese dell’economia italiana siano senza risposta”. “I soldi devono arrivare rapidamente ai cittadini che non riescono ad andare avanti: non basta elencare i soldi che si investiranno, i soldi devono arrivare rapidamente altrimenti siamo alle chiacchiere e alle promesse“. Gli fa eco il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, ad Agorà su Rai3.

Adolfo Spezzaferro



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