Roma, 12 lug – Governo e maggioranza almeno in parte spaccata dopo la serata di ieri. Non si sa quanto questa divisione sia concreta ma soprattutto influente sulla politica italiana dei prossimi mesi, ma in ogni caso, come riporta Tgcom24, la scelta dei grillini di non votare il decreto legge Aiuti alla Camera, dove il testo ha ricevuto via libera, ha generato comunque la solita bagarre partitica sul sostegno all’esecutivo.

Il governo, la maggioranza e l’astensione dei grillini

Dunque la Camera vota il decreto legge Aiuti, che approva con 266 voti a favore e 47 contrari. Ora si dovrà passare al Senato. I deputati grillini però non hanno votato, proseguendo nella azione (o inutile scenetta, a seconda dei punti di vista) di “dissenso” al governo Draghi. Ad annunciare la scelta è stato il capogruoppo alla Camera, Davide Crippa: “Il nostro sostegno all’esecutivo è stato esplicitato con la fiducia. Oggi per domande puntuali, pur rilevando l’utilità di parte delle misure, bocciamo i metodi e non parteciperemo alla votazione finale”. Intanto Silvio Berlusconi ha chiesto a Mario Draghi di procedere a una verifica della maggioranza, mentre lo stesso presidente del Consiglio ha avuto un colloquio di un’ora con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Pd ed Fi: “Scelta grave”

Da Pd ed Fi arrivano commenti sprezzanti contro la scelta dei deputati 5 Stelle. Andrea Marcucci, per i piddini, afferma che  “laa scelta politica del M5S è grave”, sottolineando come “indebolire o mettere a rischio il governo in queste settimane sia da scellerati. Considerazione che vale per Conte ma anche per Salvini e per chiunque altro metta in discussione l’esecutivo Draghi” . Per Paolo Barelli di Forza Italia “si è verificato un fatto eccezionale per non dire grave: si è stati chiamati per un voto finale su un atto che prevede 20 miliardi per le famiglie e uno dei partiti di maggioranza non ha partecipato al voto”.

La domanda è sempre la stessa: il governo Draghi rischia sul serio? Forse la risposta più franca e schietta la dà Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva sottolinea come una eventuale fuoriuscita dei grillini sia “un tema da affrontare tutti insieme con il presidente del Consiglio”, ma anche che “per me può andare avanti anche senza, ma bisogna se ci sono la ei numeri, e su che cosa volontà. Qui c’è da non perdere i soldi europei, il Pnrr, da fare la legge di bilancio, poi forse qualcuno vuole fare la legge elettorale”.

Alberto Celletti

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