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Roma, 23 nov – Da ieri è partita l’ennesima sfida da parte delle ong alla linea dura del governo italiano nei confronti dell’immigrazione irregolare. Forti del fatto che l’Onu ha accusato l’Italia di “criminalizzare” tali organizzazioni, Sea Watch, Proactiva Open Arms e Mediterranea hanno deciso di tornare in acqua e di garantire le operazioni di ricerca e soccorso di quanti partono alla volta delle coste italiane.
Nei prossimi giorni le navi di queste ong raggiungeranno l’area davanti alla Libia, a poche miglia dalla zona Search and Rescue (Sar) libica e inaugureranno quella che hanno definito la “prima operazione europea di monitoraggio del Mediterraneo”. Il ritorno in mare delle navi delle ong arriva a pochi giorni dal sequestro della Nave Aquarius di Medici Senza Frontiere, che scaricava nei porti italiani rifiuti infetti come se fosse normale spazzatura.
“L’intensa campagna di criminalizzazione lanciata contro le organizzazioni umanitarie ha raggiunto l’obiettivo di eliminare testimoni scomodi e ha imposto il silenzio su ciò che accade in quelle acque”, ha affermato Open Arms, la cui nave è partita mercoledì scorso da Barcellona. L’ong si rifà a quanto affermato ieri dall’Alto Commissariato Onu per i diritti umani che aveva incolpato il governo italiano di aver contribuito alle morti in mare dopo aver reso “praticamente impossibile per le navi delle Ong continuare a soccorrere i migranti”.
E così le tre navi, tra cui figura anche la Mare Jonio, che ha già fatto sapere: “Continuiamo a difendere i diritti umani denunciandone la loro violazione”. La Mare Jonio è una nave battente bandiera italiana definita un “progetto di disobbedienza morale e obbedienza civile”, promosso da diverse associazioni, ong e parlamentari italiani di sinistra per “svolgere attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione” in cui si trovano i migranti che “in assenza di soccorsi” tentano di raggiungere le coste italiane dalla Libia. La Mare Jonio è lunga 37 metri e larga 9 e può tenere a bordo un centinaio di persone.
Anna Pedri
 



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1 commento

  1. chissà perche quella parte politica che sostiene ONG di fatto fuorilegge (per fare ufficialmente SAR occorrono mezzi e professionalità ed autorizzazioni che non si improvvisano dall’oggi al domani) è la stessa che chiama le passeggiate per la sicurezza di Casapound “ILLEGALI”.
    un consiglio per Casapound:durante le vostre passeggiate ricordatevi di staccare il “transponder” ONG style…

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