Roma, 30 ago – Il premier incaricato Giuseppe Conte a Montecitorio, che oggi chiude le consultazioni per la formazione del nuovo governo, ha ricevuto la delegazione di Fratelli d’Italia, composta dai due capigruppo, Luca Ciriani e Tommaso Foti. Come aveva annunciato, assente la leader Giorgia Meloni. Al termine dell’incontro, Ciriani ha detto: “A Conte abbiamo ribadito che Fdi sarà nettamente alla opposizione di questo governo: una opposizione che sarà senza sconto alcuno a un governo inaccettabile che si fonda su una alleanza tra partiti che fino a ieri litigavano e che nasce solo per una operazione di potere ed impedire il voto dei cittadini”.  “Al presidente Conte abbiamo ribadito la necessità di tornare al voto e useremo tutti gli strumenti per fare opposizione in Parlamento e anche nella piazza, perché mobilitare le persone è strumento di democrazia” sottolinea Ciriani.

L’appello della Lega ai senatori: “Non votate questo mercificio”

Ma le rogne vere, per Conte, sono arrivate con la delegazione della Lega, come annunciato senza il segretario Matteo Salvini e con i sottosegretari uscenti Lucia Borgonzoni e Claudio Durigon. “Speravamo di poter avere una discussione con Conte sul futuro per capire se si troveranno i voti. Speriamo che non si trovino e si torni al voto“. Così la Borgonzoni dopo il colloquio con il premier incaricato. Durigon sottolinea perché la Lega si augura che manchino i voti per la fiducia al Conte bis: “Il nostro è un appello alla coscienza dei senatori a non votare questo mercificio”. Poi la bomba: “I presidenti di commissione non si dimetteranno. Assolutamente no“. Lo ribadisce Durigon: “Sono lì e restano. Del resto, a suo tempo io ho votato per Fico…”.


Va da sé che per il governo Conte bis avere la Lega a capo di commissioni chiave (come la Bilancio alla Camera e la Finanze al Senato) significherà guerra all’ultimo emendamento in Parlamento. E d’altronde gli undici presidenti di commissione leghisti non possono essere rimossi: per regolamento, non possono essere cambiati prima di metà legislatura, quindi la situazione rimarrà tale fino a novembre/dicembre del 2020.

Adolfo Spezzaferro

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