Roma, 7 dic – La maggioranza gialloverde è nel caos, Lega e M5S sono ai ferri corti per via della manovra e anche sull’ipotesi di rivedere il contratto di governo non trovano la quadra. I due vicepremier, il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico del M5S Luigi Di Maio, si contraddicono di continuo su tutti i fronti.

Dopo l’ultimo scontro sull’ecotassa sulle auto, voluta dai 5 Stelle e respinta dalla Lega, Salvini ha parlato di rivedere il contratto. “Magari quello che abbiamo stabilito a maggio del 2018, a settembre del 2019 va ritarato“, ha detto.
Ma ecco che oggi Di Maio precisa: “Ora c’è da concentrarsi sulla legge di Bilancio. Dopo il 2019 ci metteremo al lavoro per mettere mano al contratto di governo“.

Insomma, niente accordo neanche su quando rivedere gli accordi.

“L’abbiamo scritto in 6 giorni, questo contratto, se lo vogliamo migliorare ulteriormente va bene. Adesso però direi concentriamoci sul fare questa legge di bilancio nel 2019. Poi, dopo il 2019, ci possiamo mettere al lavoro per migliorarlo ancora”, ribadisce il vicepremier.

Linea rilanciata anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli: “Il contratto di governo prevede un pit-stop a metà legislatura: se vogliamo migliorarlo ancora credo ci sia spazio ma ora chiudiamo la legge di Bilancio”.

Insomma, la manovra si sta via via svuotando delle misure-bandiera di Lega e M5S, i due alleati litigano su tutto, l’Unione europea è pronta ad infliggere all’Italia la procedura d’infrazione (a meno che anche sul deficit il governo Conte non ceda definitivamente), e Salvini e Di Maio hanno perso quell’intesa che hanno sbandierato fieramente fino a poco tempo fa.

Adolfo Spezzaferro

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