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“Liberiamo la Rai, occupazione militare di destra”: il delirio di una sinistra che da sempre domina la tv pubblica

by Aurelio Del Monte
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Rai destra

Roma, 6 feb – La Rai sarebbe addirittura occupata “militarmente” dalla destra. Se c’è una cosa in cui la sinistra è sempre stata abilissima è quella di spacciarsi per vittima da usurpatrice, per popolare da elitaria. Così il caso della tv pubblica non fa eccezione: l’universo Pd la domina da almeno trent’anni ma continua a far finta di volerla liberare. L’ultima dichiarazione di Walter Verini (Pd) è sulla falsariga di una tradizione di truffe comunicative praticamente sempreverde.

“Rai, occupazione militare di destra”: il delirio di Verini

Mica sarebbe una semplice occupazione. È necessario qualificarla come “militare” per dare più il fascino dell’autoritaristico e magari del “fascistico”. Tanto per non variare mai e continuare a raccontare sciocchezze. Come riporta Il Secolo d’Italia, Verini la spara grossissima, non tanto per i contenuti quanto per le paole utilizzate, forse ancora più deliranti che quelle tradizionalmente espressa dalla sinistra nel merito: “È un segnale che siamo costretti a lanciare, perché la situazione è preoccupante. La manifestazione segna l’avvio di una battaglia per un servizio pubblico liberato da una occupazione militare di questa destra e del governo”. Chiamate a raccolta, alla lotta, del livello di un’armata Brancaleone. Ma alla truffa della “liberazione” (sic!) ormai non casca più nessuno.

Una farsa ormai senza appigli, neanche teorici

L’Osservatorio di Pavia pochi giorni fa ha parlato chiaro: “Nel doppio trimestre giugno-dicembre 2023, la percentuale di tempo in voce del Governo, pari al 25,5% del totale, risulta leggermente inferiore alla quota media di tempo in voce registrata per l’Esecutivo nelle legislature precedenti, collocata intorno al 30”. Insomma, i governi precedenti avevano più spazio in Rai dell’attuale. Per non parlare dell’inchiesta del Giornale che fa presenti tutti i posti di comando in mano alla sinistra. Si legge “in quota Elly c’è Massimo D’Amore che ricopre il ruolo di vice al Tg2, mentre al Tg1 ci sono due vice di rito Pd: Costanza Crescimbeni e Elisa Anzaldo. Altra casella, la direzione Distribuzione. A guidarla c’è Stefano Coletta, di stretta osservanza dem, già direttore di RaiTre. Ai bambini non ci pensiamo? Ma sì, ecco Rai Kids: alla tolda c’è Luca Milano. Mentre a Rai Digital Elena Caparelli. Entrambi di area Pd. Si va anche extra-confini, a Sanmarino Rtv, dove c’è Andrea Vianello, area dem. Poi direttore Rai Sostenibilità è Roberto Natale. Ex portavoce della presidente della Camera Laura Boldrini”. Alla sinistra, per la sua sceneggiata da vittima in lotta contro il potere, non è rimasta neanche la teoria.

Aurelio Del Monte

 

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