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Firenze, 15 nov – Dopo cinque anni si è ricordata che l’Italia è razzista. Amnesia? Chissà. Propaganda? Forse. Nicole Phillip, giornalista afroamericana del New York Times, ha vissuto per sei mesi a Firenze nel 2013 e durante questo periodo pare abbia vissuto in un incubo fatto di insulti e aggressioni.
Ma la memoria di quanto passato, intitolata “Il mio personalissimo assaggio di razzismo all’estero”, è stata scritta a cinque anni di distanza e, guardacaso, proprio nel bel mezzo delle polemiche legate al razzismo che sono montate a proposito dell’Italia e del suo governo. Peccato che quando la signora Phillip ha abitato a Firenza al governo non ci fosse Matteo Salvini.
All’epoca dei fatti la Phillip era una studentessa della New York University e per sei mesi si è trasferita in Italia per motivi di studio. Recita la memoria: “Cinque anni fa mi hanno lanciato addosso della birra, mi hanno chiamato nera disgustosa. Cinque anni fa sono stata evitata, ignorata e derisa. Cinque anni fa un paese mi ha portata a odiare me stessa”. E avanti con i dettagli di alcuni episodi di razzismo da manuale, come la gente che si nascondeva quando la incontrava per strada o persone che si rifiutavano di darle informazioni o indicazioni stradali. C’è stato persino chi l’ha chiamata Michelle Obama, Rihanna o Beyoncé, e in questo caso non si capisce dove sia il razzismo: sarebbe come se una procace donna tedesca negli anni ‘90 si fosse sentita chiamare “Claudia Schiffer”. L’odio razziale, la Phillip l’ha percepito persino nei venditori di piazza Duomo, che “mi gridavano dietro ‘cioccolata’”.
La giornalista, nel suo racconto dei suoi sei mesi da incubo italiani, lamenta anche il fatto che nessuno dei suoi insegnanti o tutor dell’università l’avesse messa in guardia di quanto fosse difficile vivere in Italia. Si erano limitati a spiegarle che “le persone erano molto dirette e politically incorrect”, ma nessuno le aveva parlato male del Paese. Forse perché l’Italia razzista non è.
Sta di fatto che la Phillip in Italia ci tornerà, e questa volta c’è da augurarsi che il suo giudizio sia meno spietato. L’occasione è una festa: “Ora devo tornare a Lamezia Terme per il matrimonio di amici. Cinque anni dopo sarò costretta a tornare in quel Paese che ha lasciato una cicatrice così profonda nel mio cuore”. Chissà se riuscirà a mettere nero su bianco le sue impressioni prima di cinque anni.
Anna Pedri
 



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8 Commenti

  1. ecco scrivere nero su bianco mi pare una vera e propria provocazione razzista e xenofoba
    qualcuno avvisi la presidenta !

  2. Che ipocrita pezzo di merda ! E per me potrebbe anche essere una vichinga ariana da 7 generazioni : il giudizio non cambia.
    Feccia “americagna”..

  3. Questa Philip puo’ anche starsene a casa sua:sai quanto frega agli italiani che venga in Italia su cui poi sputa ogni volta.E’ poi una grande balla che è costretta a tornare!

  4. Ma chi cazzo è questa fenomena xenofoba, anti italiana ed indegna, codarda,farlocca e vigliacca……….razzismo a Firenze???……. si vergogni questa pennivendola comunistoide,una città accogliente,culla dell’arte e ricettiva on ogni dove……… una tipica sparaballe a pagamento questa ignorante pseudo ipocrita femminista.

  5. Recita la memoria: “Cinque anni fa mi hanno lanciato addosso della birra, mi hanno chiamato nera disgustosa. Cinque anni fa sono stata evitata, ignorata e derisa. Cinque anni fa un paese mi ha portata a odiare me stessa
    Si puo’ sapere cosa combinava questa a Firenze per avere tutti questi commenti negativi da cittadini qualsiasi?? Non è che si comportava male per caso? Il fatto che odiava se stessa era dovuto a cosa? A rimorsi per il suo comportamento?

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