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Roma, 26 feb – Nel M5S ormai allo sbando scatta l’operazione “Conte salvatore”, con Grillo che deve capire come infilare l’ex premier al vertice del Movimento sebbene gli attuali regolamenti interni non lo permettano. In tal senso sarà decisivo il vertice dei 5 Stelle fissato per domenica nella magione del garante a Marina di Bibbona. Dal canto suo, Grillo è pronto a modificare ancora una volta lo statuto del Movimento per ritagliare un ruolo su misura per l’ex avvocato del popolo, che vorrebbe restare in politica. Sì perché, con tanto di vittoria dei sì su Rousseau, il M5S si è appena dotato di un comitato direttivo a cinque in sostituzione del capo politico (casella ora occupata dal reggente Vito Crimi).



Di Maio freme per l’arrivo di Conte: “Nel movimento affetto per lui cresce sempre di più”

Luigi di Maio, neanche a dirlo, è allineato e coperto. Del resto ha detto che ora il M5S è diventato “liberale e moderato”. E Ieri in una intervista in diretta Facebook con Andrea Scanzi (che accoppiata…) non ha lasciato spazio a dubbi sul ruolo dell’ex premier in questo “nuovo” M5S. “Personalmente credo che l’ingresso di Giuseppe sarebbe un fatto importantissimo anche per la politica italiana, porterebbe il suo bagaglio di conoscenze, di capacità di mediazione e anche di personalità all’interno del movimento”. Il ministro degli Esteri però non vuole tirare per la giacchetta l’ex premier. Sarà Conte a “decidere – chiarisce -, lui ha una sua idea di come portare avanti il suo prossimo futuro ed in base a quello facciamo delle scelte. Io mi sento molto legato con lui per quello che abbiamo vissuto insieme in questi anni”, ha detto ancora il titolare della Farnesina. Di Maio la butta sul sentimentale, si dice “contento che l’affetto del movimento nei suoi confronti cresca sempre di più. Giuseppe è cresciuto insieme a noi e noi siamo cresciuti insieme a lui”, ha concluso radioso.

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Prosegue la fuga dal M5S e cresce L’alternativa c’è, il gruppo degli espulsi

Ma la situazione nel Movimento è terrificante. Intanto L’alternativa c’è, la componente di Camera e Senato fondata dagli espulsi e che accolto pure il senatore Emanuele Dessì, fresco di addio, è in continua crescita. “Siamo pronti a svolgere un ruolo di sentinella nel Paese”, dice convinto Dessì. I “duri e puri” ex grillini vogliono fare una “opposizione radicale” – annunciano. L’intento ovviamente è quello di recuperare consensi tra gli elettori delusi dall’ingresso del M5S nel governo Draghi. In queste ore intanto prosegue la rappresaglia. I direttivi grillini di Camera e Senato stanno valutando la posizione dei parlamentari assenti al voto di fiducia. Chi non fornisce una motivazione valida è fuori. Ecco perché un po’ come a scuola c’è chi sta presentando certificati medici per evitare l’espulsione. Certo che se i prof sono Di Maio e Crimi… c’è ben poco da imparare.

Adolfo Spezzaferro

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