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Roma, 5 dic – E’ scontro totale all’interno del M5S sul Mes. Dopo la lettera dei 69 parlamentari grillini in cui hanno esplicitamente dichiarato di non votare la riforma del Meccanismo il prossimo 9 dicembre e le parole di Beppe Grillo, che lo ha definito “uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile”, ieri, durante una video riunione di 150 parlamentari in merito al voto in aula di mercoledì, sono volati gli stracci tra i pentastellati.



Di Maio: “In Parlamento i numeri non ci sono”

Nella riunione l’ex capo politico del M5S sul Mes ha ribadito la sua posizione contraria, cercando però di trovare una quadra nel tentativo di ricomporre la frattura che il Fondo “Salva Stati” ha creato in seno al Movimento: “Lo abbiamo detto in tutte le salse. Il Mes è uno strumento che non ci piace, obsoleto e potenzialmente dannoso e neanche la riforma è all’altezza di affrontare una situazione come quella del Covid. È uno strumento che però può essere attivato solo con il voto del Parlamento. E in questo Parlamento i numeri non ci sono e non ci saranno“.

“La riforma del Mes non ci piace, certo, ma ho detto che non faremo ostruzionismo se tutti gli altri Paesi europei stanno andando in quella direzione”, gli stessi con cui “ci troviamo a giocare una partita molto più complessa per il futuro dell’Ue, una partita per arrivare a una visione più ampia”. “Con noi al governo il Mes non sarà mai attivato e domani saremo sempre in prima linea per non farlo attivare”, ha rincarato.

D’altro canto Di Maio ha invitato i suoi parlamentari a non astenersi perché ne varrebbe la credibilità del governo e di Conte: “Mercoledì in Aula non si voterà per accedere al Mes. È una bugia. Il Premier si dovrà esprimere sulla riforma al Consiglio Europeo. Una riforma che io stesso ho definito peggiorativa e che andava fermata anni fa. Ma i numeri per essere approvato in Parlamento non ci sono”.

“L’Italia ha bisogno di stabilità – avrebbe spiegato ai suoi – noi dobbiamo dargliela. Non potete portare Conte sul patibolo. Chi non voterà quella risoluzione, voterà contro il presidente del Consiglio dei ministri e il suo governo che viene in aula a chiedere la fiducia del Parlamento per andare in Europa anche a trattare lo sblocco dei fondi del Recovery fund. Lo trovo francamente folle e irresponsabile”.

I dissidenti del M5S sul Mes

Alle parole del ministro degli esteri sono seguite forti critiche di vari parlamentari. “Meno di un anno fa abbiamo fatto tante riunioni per arrivare a una posizione chiara: no alla riforma del Mes. E siamo riusciti a bloccarla, quando tutti ci dicevano che non si poteva fare. Quella riforma è dannosa a prescindere dall’utilizzo di una linea di credito del Mes, quindi vorrei capire cosa è cambiato a livello politico” ha tuonato il deputato Raphael Raduzzi. “In Veneto di Piave ce n’è uno, altrimenti si chiama Caporetto”, ha scandito uno dei firmatari della lettera anti-Mes.

Ovviamente nella riunione si è dibattuto anche sulla imminente possibilità di un inizio di crisi di governo per via dell’assoluto sostegno di Pd, Italia Viva e Leu al Mes. “Abbiamo votato due volte contro il Mes, il voto a favore della risoluzione è un errore. Noi voteremo contro”. Ma i nomi dei “rivoltosi” sono tanti. Tantissimi. E il Pd? Che dice? Dal Nazareno sono sicuri “che il Mes passerà, altrimenti si aprirebbe una crisi“, ha affermato il deputato Alvise Maniero.

Riccardo Natale



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