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Roma, 6 lug – Grandi manovre nei giallofucsia. Dopo che il Pd ha ribadito che Conte premier non si tocca, rinnovando la piena fiducia all’alleanza di governo, dem e 5 Stelle ora devono necessariamente confrontarsi sul fronte delle elezioni regionali di settembre. Sì, perché a tutt’oggi nonostante gli appelli incrociati di vari esponenti della maggioranza (e su tutti il monito di Conte), dem e grillini corrono divisi. Ecco perché, secondo uno scenario della Stampa, a breve sarà il garante M5S in persona a invitare i suoi all’alleanza con il Pd (proprio come ha già fatto per la nascita del governo Conte bis). Ma andiamo per ordine.

Franceschini blinda Conte e chiede l’alleanza Pd-M5S alle regionali

Dopo i forti attriti tra Conte e il Pd, risolti poi con un incontro tra il premier e il segretario Zingaretti, tra i dem è tutto un fiorire di attestati di stima per l’ex avvocato del popolo. “Apprezzo moltissimo il lavoro di Conte, come ha guidato il governo in uno dei passaggi più difficili della storia della Repubblica e come cerca sempre il punto di equilibrio in una coalizione inevitabilmente complicata, perché nata tra avversari alle elezioni. Anche per questo deve essere chiaro che per noi non esistono né un altro premier né un’altra maggioranza in questa legislatura. Ogni nostra parola, anche quando appare critica, è per migliorare l’azione del governo, non per indebolirla”. Così Dario Franceschini, capo delegazione del Pd nell’esecutivo e ministro dei Beni culturali, in un’intervista con Repubblica, ribadisce piena fiducia per Conte e per la maggioranza giallofucsia. Poi Franceschini guarda alle regionali: “Il controsenso politico è che una squadra che sta governando l’Italia poi si presenti divisa alle elezioni regionali. Chi può capire il perché?”, si chiede. “Non insieme contro la destra, ma gli uni contro gli altri”, fa presente l’esponente dem sulla falsa riga dell’appello del suo segretario. “Politica e semplice buonsenso dicono che è un errore gravissimo e – rimarca il ministro – in questa direzione vanno le parole di Zingaretti e Conte su cui sarebbe utile un supplemento di riflessione di 5 Stelle e Italia Viva” (rinnovando l’invito anche ai renziani che in Puglia corrono contro il governatore dem uscente e ricandidato Emiliano).

Nei 5 Stelle è ancora gelo. Buffagni: “Conte si confronti con noi”

Ma sul fronte dei 5 Stelle è ancora gelo, con Stefano Buffagni, viceministro dello Sviluppo economico, che critica le uscite del premier sulle regionali: “Credo che Conte debba confrontarsi con e nel Movimento, non a mezzo stampa” afferma, “sono contro le alchimie di laboratorio”. Ecco perché è molto probabile che Beppe Grillo interverrà a breve per “benedire” l’alleanza Pd-M5S alle regionali (che appare peraltro un passaggio obbligato per provare a competere contro il centrodestra, che si presenta unito).

Grillo “benedirà” l’alleanza

Il fondatore del M5S sa che deve spingere i suoi ad allearsi con i dem, perché una sconfitta alle regionali avrebbe inevitabili ripercussioni sulla tenuta della maggioranza. Non a caso, secondo fonti pentastellate, “l’elevato” avrebbe avuto contatti sia con Conte che con Zingaretti in tal senso. Il premier l’ha detto chiaro e tondo: “Se Pd e M5S non si dovessero alleare alle regionali, sarà una sconfitta per tutti“. Certo, sul territorio a maggior ragione per i 5 Stelle è davvero arduo convincere la base elettorale che bisogna correre insieme a quel Pd per anni considerato acerrimo nemico. Ma visto che governano insieme a Palazzo Chigi possono farlo anche sul territorio, è il ragionamento che Grillo dovrà far passare per salvare il salvabile. Anche perché correndo da soli i 5 Stelle mostrerebbero in modo ancora più palese il crollo di consensi (dovuto anche e soprattutto al “tradimento” consumato nell’alleanza giallofucsia).

Adolfo Spezzaferro