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Roma, 30 ago – Altro che pomodori messi a bollire: l’incendio della scritta “Dux” sul monte Giano non sarebbe dovuto a un banale incidente domestico e non sarebbe neanche frutto di uno sfortunato caso. Nel corso dei sopralluoghi in due zone del Reatino, Antrodoco e Poggio Bustone, colpite dagli incendi degli ultimi giorni, i carabinieri-forestali hanno trovato palle di carta imbevute di liquido infiammabile. A quanto si è appreso si tratterebbe di inneschi utilizzati da piromani. Le palle di carta sono state trovate sul Monte Giano, nel comune di Antrodoco, dove da ormai una settimana un incendio sta devastando la montagna e con essa la pineta con la scritta “Dux”, e nel comune di Poggio Bustone dove un vasto rogo è in corso proprio sopra il centro abitato. Inizialmente si era diffusa la voce che la colpa della devastazione fosse di un’ignara massaia che aveva messo dei pomodori a bollire. Il rovesciamento della pentola aveva però causato il dramma. Sembra invece che le casalinghe distratte non c’entrino nulla. Non è detto che l’incendio, benché doloso, abbia un movente strettamente politico: sono molti, nelle ultime settimane, gli incendi che stanno devastando vaste aree del centro Italia, spesso per motivi economici, speculazioni o questioni legate a mire della criminalità.

Certo stupisce la concomitanza fra la devastazione della storica pineta e le polemiche, non solo italiane, sui monumenti storici di epoca fascista da distruggere, “depotenziare” o “contestualizzare”. La pineta, collocata nel versante ovest del monte Giano, domina la valle del Velino ed è visibile da diversi chilometri di distanza, avvicinandosi ad Antrodoco sulla via Salaria. La pineta si estende per circa otto ettari ed è composta da circa 20.000 alberi di pino. Fu realizzata nel 1939 dalla Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale, con il contributo di numerosi giovani del posto, tramite il rimboschimento di una costa calcarea originariamente desolata. Negli anni Cinquanta venne effettuato un nuovo intervento di rimboschimento, che fece scomparire la parte basale della scritta (che oggi appare come un rettangolo sotto alla parola “Dux”). Alla notizia dell’incendio, CasaPound Italia ha lanciato una sottoscrizione per contribuire al ripristino della scritta.

Roberto Derta