Palermo, 5 mar – Maxi operazione della procura di Palermo e dei carabinieri per associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, danneggiamento.

Eseguite ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di 25 esponenti della mafia trapanese. Coinvolto anche Paolo Ruggirello, ex consigliere regionale Pd non rieletto.

Le indagini

Il clan era guidato dai fratelli Francesco e Pietro Virga, figli di Vincenzo, boss di Trapani che è in carcere dal 2001, quando fu arrestato da latitante. I boss avevano costituito una nuova cellula a Favignana, isola turistica dell’arcipelago delle Egadi.

Nell’ambito delle indagini, le forze dell’ordine hanno sequestrato beni per circa 10 milioni di euro.

I fratelli Virga erano riconosciuti come i capi del “mandamento” di Trapani dal tessuto imprenditoriale, dalle altre famiglie mafiose e dalla politica locale.

In manette ex consigliere Pd e ex assessore Udc

Secondo le indagini avrebbero fornito ampio sostegno elettorale a Ruggirello, che dopo aver cambiato diversi partiti era stato accolto dai renziani. Si era anche candidato al Senato, senza successo, alle ultime Politiche.

In precedenza, invece, era stato consigliere regionale con il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo, e poi tra i fondatori di Articolo 4, una lista di centro poi annesa nel Pd dai renziani.

Ruggirello è finito in manette per associazione mafiosa e gli episodi contestati si riferiscono ad almeno due campagne elettorali, in cui avrebbe offerto favori, assunzioni ma soprattutto soldi.

Nell’indagine è coinvolto anche un altro politico: l’ex assessore comunale di Trapani Ivana Inferrera, nel 2017 candidata alle Regionali con l’Udc, indagata anche lei per voto di scambio politico-mafioso.

Ludovica Colli

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