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Roma, 19 mag – Domani in Senato si voteranno le mozioni di sfiducia contro il ministro della Giustizia, il grillino Alfonso Bonafede. “Se qualcuno della maggioranza ritiene di votare la mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia, è come se votasse una sfiducia al governo“. E’ l’avvertimento del capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, a SkyTg24, che aggiunge: “Sono convinto che non ci saranno sorprese“. Le mozioni di sfiducia sono “un attacco strumentale al governo – sottolinea Crimi -. In un momento in cui il Paese sta pensando a come ripartire, si vuole mettere il Parlamento in questo imbuto”, conclude il capo politico M5S. Il destinatario delle parole di Crimi è ovviamente Matteo Renzi, che con la sua pattuglia di senatori è determinante per la tenuta della maggioranza. Italia Viva infatti sta tenendo sulle spine gli alleati (e il premier Giuseppe Conte) non escludendo la possibilità di votare contro il Guardasigilli grillino.

Bellanova: “Domani ascolteremo Bonafede e valuteremo”

“Noi ascolteremo Bonafede, è evidente a tutti che abbiamo opinioni diverse, che il giustizialismo non è la nostra cultura politica. In queste ore ci stiamo confrontando, domani ascolteremo il ministro – dice Teresa Bellanova ad Agorà su Rai3 – e valuteremo sulla base degli impegni che assumerà in quella sede perché mi pare evidente e necessario che occorre produrre dei cambiamenti”. Insomma, la ministra renziana per le Politiche agricole ribadisce che non è scontato che Iv voti contro le mozioni. Da qui a domani quindi chissà quali accordi strapperà l’ex premier, che da mesi si è ritagliato un ruolo di opposizione interna perché è in campagna elettorale permanente e deve far crescere il suo partitino.

La maggioranza è nelle mani di 17 renziani

Domani mattina saranno illustrate le due mozioni di sfiducia. Dopodiché Bonafede potrà intervenire in replica. Seguiranno le dichiarazioni di voto e si procederà quindi con due diverse votazioni, per chiamata (ossia per appello nominale). La tenuta della maggioranza è nelle mani di 17 senatori renziani e di come voteranno sulle mozioni di sfiducia presentate dal centrodestra e da Emma Bonino contro Bonafede. Se infatti la pattuglia di Italia viva voterà insieme a Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia a favore della sfiducia, il ministro sarebbe spacciato. Stesso risultato anche nel caso in cui i 17 renziani non dovessero sostenere la mozione delle opposizioni ma quella della Bonino. Sì, perché a quel punto – pur di far cadere il ministro – il centrodestra voterebbe a favore della mozione della senatrice di +Europa e anche in quel caso il grillino dovrebbe lasciare la poltrona.

Ecco tutti i numeri in ballo

Numeri alla mano, i renziani sono l’ago della bilancia. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, con i 17 senatori renziani, arriverebbero a toccare quota 157, mentre la maggioranza giallofucsia, senza Iv, si fermerebbe a quota 144. E non ce la farebbe neanche convincendo gli ex 5 Stelle o altri “sparsi” a votare contro la mozione. Vediamo più nel dettaglio come funziona. La maggioranza può contare su 96 senatori M5S, 35 del Pd, 17 di Iv, 5 di LeU, 2 del Maie e di solito 6 del gruppo delle Autonomie – anche se Casini ha detto che prima ascolterà le parole del Guardasigilli, per un totale di 161, pari alla maggioranza assoluta del Senato. Senza i renziani, i numeri della maggioranza scenderebbero a 144. Ma come dicevamo prima a questi potrebbero aggiungersi i voti di singoli senatori: Sandro Ruotolo, 8 ex M5S (ma di certo non Gianluigi Paragone, che coglierebbe l’occasione per mandare Bonafede a casa), l’ex Pd Tommaso Cerno e, se presente, l’ex premier Mario Monti (senatore a vita), per un totale di 155. Il centrodestra, invece, può contare su 140 voti (61 Forza Italia, 18 FdI e 61 Lega). Con i 17 senatori renziani salirebbero a 157. A questi numeri, però, potrebbero aggiungersi i voti di Bonino e dell’ex Pd Matteo Richetti, ora Azione, che ha sottoscritto la mozione della senatrice di +Europa, più un paio di senatori del gruppo Misto, per un totale di circa 159-161 voti.

“Ennesimo escamotage renziano per alzare l’asticella”

Ecco perché, al netto dei renziani, sul fronte della mozione Bonino potrebbero rivelarsi determinanti i singoli voti di alcuni sentori del Misto, in aggiunta a come voterà il centrodestra. Dal canto loro, tra i giallofucsia c’è chi preferisce minimizzare: “È solo l’ennesimo escamotage renziano per alzare l’asticella e avere i riflettori puntati“. Il solito penultimatum con cui l’ex premier batte cassa nelle trattative con Conte sulle richieste di Iv per la ripartenza economica. Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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6 Commenti

  1. “[…] è evidente a tutti che abbiamo opinioni diverse, che il giustizialismo non è la nostra cultura politica […]”

    Parole della ministro Teresa Bellanova. Da tenere bene a mente.
    Questi si stanno preparando a presentare una sfilza di leggi ultra-liberali o meglio, libertarie: dalla legge contro l’omotransfobìa alla profonda revisione del diritto penale. E chissà dove potrebbero arrivare in questi tre anni di governo che gli rimangono.

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