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Prato, 28 dic – Sono scattati ieri gli arresti domiciliari per Loretta Giuntoli, la presidente del Consorzio Astir di Prato, più nove mesi di interdizione dalla professione per Roberto Baldini e Alberto Pintus, i rappresentanti legali della cooperativa Humanitas (che fa capo alla Astir). L’accusa per i tre è frode nelle pubbliche forniture, mentre la Giuntoli è indagata anche per minacce ai danni di tre dipendenti del consorzio Astir interrogati dalle forze dell’ordine durante le indagini. Tra le gravi irregolarità riscontrate dagli inquirenti, ci sarebbe anche il maltrattamento degli immigrati ospiti in otto Centri di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo a Prato, Carmignano e Poggio a Caiano.
L’inchiesta è condotta dalla Digos della Questura di Prato ed è coordinata dalla Procura della città toscana. Secondo gli investigatori, nella fornitura dei servizi ai richiedenti asilo questi centri di accoglienza si sarebbero distinti per gravi mancanze: un pasto al giorno anziché i tre previsti, pulizie inesistenti e nessun servizio di lavanderia. Secondo gli inquirenti, che hanno corroborato l’accusa con rilevamenti video, alcuni richiedenti asilo sarebbero stati addirittura costretti a utilizzare lenzuola finite nella spazzatura e, spinti dalla fame, ad accendere fuochi in giardino per poter cucinare. Il consorzio Astir avrebbe dunque perpetrato questo disservizio lucrando sui fondi ricevuti dalla Prefettura. E pensare che, sul sito di Astir, è specificato che la sua mission consiste nella «promozione dello sviluppo della persona, rispettandone le peculiarità, tenendo in considerazione i bisogni e i limiti specifici, esaltandone le potenzialità e offrendo prospettive di miglioramento del benessere individuale e collettivo».
Il consorzio Astir, fondato da Loretta Giuntoli a Prato nel 1994, è composto da 22 cooperative (tra cui Humanitas) e aderisce a Legacoop, la vasta rete di associazioni storicamente legate alla sinistra e alle amministrazioni rosse. Già nel 2015, Astir si trovò al centro della bufera per il maltrattamento di anziani in una delle sue strutture, e fu anche perquisita durante le indagini per «Mafia Capitale». Ora, nell’ambito dell’inchiesta sugli otto centri di accoglienza, è coinvolto anche il vicedirettore della Caritas, che si è autosospeso. Loretta Giuntoli invece, dopo che le sono stati notificati gli arresti domiciliari, si è dimessa da tutte le sue cariche.
Elena Sempione



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