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Roma, 25 nov – Lega all’attacco della sinistra immigrazionista e del governo giallofucsia: “Riparte la mangiatoia che, prima dell’arrivo di Salvini al Viminale, costava ai cittadini cinque miliardi di euro l’anno. Approvando il decreto invasione, questo governo e questa maggioranza decidono infatti di riaprire il sistema dell’accoglienza e dell’integrazione“. E’ la denuncia contro l’operazione della maggioranza per legalizzare nuovamente l’invasione indiscriminata di immigrati. La filiera dell’accoglienza e il relativo proficuo business saranno riaperti “non solo, come avevamo previsto noi – prosegue la Lega -, a coloro che hanno ottenuto la protezione internazionale o una qualche forma di permesso, ma anche ai semplici richiedenti che in grandissima parte, come dimostrano i numeri, non avranno diritto a nessuna forma di protezione“.



Lega: “Così si regalano miliardi a chi lucra sugli immigrati”

Ecco perché i deputati del Carroccio in commissione Affari costituzionali scrivono in una nota: “Ci chiediamo che senso abbia organizzare corsi di lingua italiana o forme di orientamento al lavoro per chi sappiamo già che verrà espulso. L’unico obiettivo del Pd, al quale supinamente va dietro anche il M5S, è foraggiare chi quei corsi li organizza, regalando miliardi a un mondo di associazioni e realtà che lucrano sugli immigrati“. Con questa mossa il governo rimette in moto e all’ingrasso la filiera dell’accoglienza, insomma. “Questa è la sinistra: nessuna solidarietà e umanità da parte sua, ma solo e semplicemente l’intenzione di approvare un decreto oggettivamente criminogeno – prosegue la nota – che sarà usato come un bancomat da tante realtà che, come le inchieste hanno dimostrato, confermano rapporti di vicinanza con il mondo della politica”, affermano Igor Iezzi, Simona Bordonali, Ketty Fogliani, Cristian Invernizzi, Nicola Molteni, Laura Ravetto, Alberto Stefani, Gianni Tonelli, Gianluca Vinci, Edoardo Ziello.

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Venerdì il governo porrà la fiducia sul decreto Migranti

Data chiave è venerdì 27, quando il governo porrà alla Camera la questione di fiducia sul decreto Migranti, verso le 18, al termine del dibattito sulla discussione generale. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio: le dichiarazioni di voto sulla fiducia inizieranno però lunedì alle 13, mentre la chiama avrà luogo a partire dalle 14,30. Non è stata fissata la data precisa per il voto finale sul provvedimento, che dovrà poi passare all’esame del Senato. Una volta ottenuto l’k del Parlamento, il decreto cancellerà di fatto i dl sicurezza del governo gialloverde e con l’emendamento Boldrini – già approvato – renderà praticamente impossibile espellere qualsiasi immigrato dovesse dichiararsi gay e proveniente da Paesi dove gli omosessuali sono a rischio. “Una vergogna inaudita. Il Paese è in ginocchio – aveva fatto presente Molteni della Lega – e la sinistra si preoccupa di cancellare i decreti Salvini e tutelare i clandestini, follia”. Dal canto suo, Giorgia Meloni aveva condannato l’emendamento perché di fatto “abolisce i confini italiani”. Il tutto mentre gli sbarchi continuano senza sosta.

Adolfo Spezzaferro

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