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Roma, 31 ott – A quanto pare, il governo giallofucsia ha trovato l’intesa sulla legge di Bilancio. E, a quanto pare, la manovra – come purtroppo si temeva – prevede una serie di aumenti delle tasse. Infatti, arriva una stangata per le auto aziendali in uso ai dipendenti (con l’eccezione degli agenti di commercio). Ma ci sarà anche un nuovo prelievo ficale sulle cartine, nonché una maggiore imposizione sulle sigarette tradizionali. Insomma, la coperta è corta – come si suol dire – e nella migliore tradizione del centrosinistra, il Conte bis alza le tasse per fare cassa (a spese dei cittadini, si capisce). Come se non bastasse poi, con la stretta sul contante, i giallofucsia fanno l’ennesimo regalo alle banche.

Stretta auto aziendali, sconto solo a rappresentanti

Arriva una stretta fiscale sulle auto aziendali. Una stangata dal valore di 513 milioni di euro per due milioni di lavoratori dipendenti e per tutto il settore auto. E’ prevista una misura che triplica le tasse sulle auto aziendali e che ovviamente sarà a carico dei clienti. Questo provvedimento riguarda tutti i mezzi, indipendentemente dal loro impatto inquinante, e comprenderà anche auto ibride ed elettriche. Al momento il cosiddetto “fringe benefit“, cioè il valore accessorio, ammonta per tutti i dipendenti al 30% del costo convenzionale del noleggio di auto e ciclomotori “concessi in uso promiscuo”. Ma, dal prossimo gennaio, tale sconto scatterà solo per i veicoli in uso “ad agenti e rappresentanti di commercio”. Per tutti gli altri, i mezzi in “fringe benefit” saranno calcolati per il loro pieno valore. Per intenderci, le auto aziendali peseranno per il 100% del loro valore sul reddito di chi non rientra nelle categorie citate, anziché il 30%. Una misura che peserà anche sui noleggi a lungo termine. Questo aumento della tassazione inciderà su tutto il settore. Le aziende pagheranno più contributi per via dell’aumento dell’imponibile Irpes, e in più dovranno considerare anche la triplicazione delle tasse sulle vetture aziendali, che costituiscono più o meno il 40% delle nuove immatricolazioni. Insomma, l’auto aziendale potrebbe perdere qualsiasi vantaggio fiscale, sia per i datori di lavoro che per i dipendenti.

Confermato il regime forfettario al 15% per le partite Iva

Le altre novità rilevanti della legge di Bilancio sul fronte fiscale sono che resta il regime forfettario al 15% per le partite Iva che non superino il tetto dei 65 mila euro e che saltano i limiti sui beni strumentali. In generale, dal 2021 saranno escluse dal regime della flat tax le partite Iva che nel corso di quest’anno hanno accumulato più di 30 mila euro di reddito, derivante da lavoro dipendente o da pensione. L’altro vincolo per accedere al regime agevolato riguarda le spese per il personale, che non dovranno superare i 20 mila euro. Salta, infine, il paletto sugli investimenti.

Restano detraibili spese mediche anche se in contanti

Per fortuna saltano le detrazioni fiscali solo per chi paga con strumenti tracciabili. Infatti almeno le spese sostenute per medicinevisite specialistiche, analisi e fisioterapia continueranno ad essere detraibili al 19% anche per chi paga in contanti. Per le altre detrazioni al 19% – per esempio su spese scolastiche o attività sportive dei bambini o interessi sui mutui – sarà necessario certificare l’uscita con pagamenti tracciabili.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Ancora una volta un governo che Grava sulle imprese e i lavoratori. Com’è possibile che uno stato uccida la sua anima produttiva per mantenere i privilegi di pletore di incapaci rinchiusi negli uffici statali a completare inutili scartoffie ?siamo onesti , Non è vero che la Repubblica Italiana è fondata sul lavoro. Fonda piuttosto sui privilegi di un apparato burocratico che non produce un solo centesimo, sulle pensioni e sul reddito di cittadinanza. Ma mi raccomando andiamo avanti così per non affrontare i problemi reali.

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