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Roma, 3 dic – Il governo gialloverde sembra sempre più deciso a cedere ai diktat dell’Unione europea e ridurre il deficit previsto dalla manovra.
Oggi è una giornata cruciale in tal senso. Ci sarà un vertice tra il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio per discutere sulla riduzione del debito chiesta a più riprese dall’Ue. Inoltre il ministro dell’Economia Giovanni Tria è atteso a Bruxelles all’Eurogruppo, la riunione del ministri delle finanze dei Paesi dell’eurozona.
Appuntamento infine alla Camera in commissione Bilancio per la ripresa dei lavori agli emendamenti.
Dopo aver elogiato Conte per le aperture al dialogo dell’Ue emerse al G20, oggi il capo politico del M5S Di Maio e il leader della Lega Salvini incontreranno il premier per fare il punto sulla riduzione del deficit dal 2,4% al 2% per evitare la procedura d’infrazione da parte dell’Ue.
Per ingraziarsi Bruxelles, i vicepremier dovrebbero pertanto ritoccare quota 100 sul fronte delle pensioni e reddito di cittadinanza, ossia le due misure-bandiera rispettivamente di Lega e 5 Stelle.
Ma per adesso non sembrano voler cedere. Si parte da un via libera per tagliare lo 0,2% ma non c’è ancora l’ok per tagliare lo 0,4% richiesto da Bruxelles.
Stamattina alle 10 riprende l’esame della commissione Bilancio della Camera che si è concluso ieri intorno alle 2 di notte tra le polemiche per lo stop alle misure pro invalidi. Sale invece da mille a millecinquecento euro all’anno, per il triennio 2019 al 2021, il bonus per gli asili nido. Lo prevede un emendamento che rimodula una proposta della Lega. L’importo del buono a decorrere dall’anno 2022 torna a essere di mille euro.
I due alleati di governo sono in piena trattativa. Anche perché abbassando il deficit, slittano misure come quelle per la famiglia o il taglio delle pensioni d’oro, tanto caro ai 5 Stelle. Sebbene fonti di Palazzo Chigi assicurino che la sforbiciata “ci sarà”, i leghisti vorrebbero inserire la misura al Senato insieme con quota 100, rimandando a un decreto successivo il reddito di cittadinanza.
Intanto, le pensioni tornano nel mirino di Bruxelles: secondo i tecnocrati quota 100 metterebbe a rischio la tenuta dei conti della previdenza. Ma se Salvini avverte che “Bruxelles può mandare anche padre Pio ma noi la Fornero la smontiamo pezzo per pezzo“, i leghisti in verità hanno già scritto la norma in modo che sia transitoria, valida – intanto – per tre anni.
C’è poco da fare, i conti non tornano: per far partire quota 100 e reddito di cittadinanza ad aprile, come vorrebbero Salvini e Di Maio, i soldi non ci sono. Perciò – spiegano fonti qualificate di Palazzo Chigi – in queste ore entrambi i provvedimenti sono all’esame della Ragioneria di Stato e del Mef per essere “razionalizzati e affinati”: due le soluzioni, o si fanno partire a giugno o si rimodula la platea degli aventi diritto.
Insomma, Conte – per il quale i due alleti di governo hanno ribadito la loro totale fiducia -da una parte e Tria dall’altra dovrebbero portare avanti il dialogo con l’Ue e convincere Bruxelles della bontà dei ritocchi alla manovra. Ma sui cavalli di battaglia Salvini e Di Maio non vogliono cedere.
Staremo a vedere. In ogni caso trattare sul deficit è già una resa all’Ue da parte di un governo che si autoproclamava sovranista e che non voleva scendere a compromessi con Bruxelles.
Adolfo Spezzaferro



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2 Commenti

  1. Finchè dovremo accattonare denaro prodotto a costo zero ed esentasse dalla BCE privata ed dalle banche tutte private, senza avere una banca centrale e banche pubbliche che creano il denaro liberi dall’ usura straniera, per gli italiani ci sarà solo sempre piu’ fame e schiavitu’.A questo governo manca il coraggio che ebbe Mussolini quando nazionalizzò la banca d’italia nel 1935 e fece le banche pubbliche, che permisero grandi lavori pubblici ed il successivo boom economico degli anni 60-80,ma che furono svendute dai viscidi traditori della patria nel 1992.A Mussolini fecero la guerra per essersi ribellato agli usurai plutocrati stranieri ma oggi non si vede nessuno nemmeno con un decimo del coraggio che aveva il nostro piu’ grande politico che l’Italia abbia mai avuto

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