Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 27 set – Buona la seconda, possiamo dire. Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai. La commissione di Vigilanza (che lo scorso 1 agosto aveva bocciato la candidatura del giornalista) ieri ha espresso parere favorevole alla sua nomina al vertice della tv pubblica. I voti favorevoli sono stati 27, tre i contrari, una scheda nulla e una bianca. Hanno votato 32 componenti della commissione bicamerale su 40 (il quorum era di due terzi). A favore di Foa hanno votato gli esponenti della maggioranza di governo, ossia Lega e M5S, e gli esponenti della coalizione di centrodestra, ossia Forza Italia (che a luglio aveva votato no) e Fratelli d’Italia, per un totale di 27 voti, soglia base per essere eletti. Pur presente, “per rispetto istituzionale”, l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini non ha preso parte alla votazione. Invece il Pd non si è presentato. “Una grande emozione, un grande onore. Grazie alla Commissione di Vigilanza per la fiducia e a tutti voi per il sostegno in questi mesi. E ora al lavoro al 100% per la Rai!” Così su Twitter Foa ha commentato la sua elezione.
In un’intervista al Corriere della Sera, il giornalista spiega di aver ricevuto dal governo un mandato “ampio e fiduciario”, “la parola d’ordine è portare aria fresca in Rai“. Anche il cambio dei direttori dei telegiornali – precisa Foa – “fa parte del mandato”. “Sono stati nominati dal precedente consiglio di amministrazione e non tutta l’informazione è sembrata esente da settarismi”, sottolinea.
Il nuovo presidente della Rai poi ha spiegato di aver conosciuto il vicepremier Matteo Salvini “nel 2015, a un convegno”. “Era un lettore accanito del mio blog, però io non lo sapevo”, ha raccontato, “nel 2017 m’invitò a una tavola rotonda con l’economista Alberto Bagnai e, senza preavviso, mi chiese di parlare a braccio per dieci minuti. Anche Gianroberto Casaleggio mi leggeva e mi citava spesso. Poco prima di morire, il guru dei 5 Stelle volle conoscermi. Fu un incontro molto bello. Due ore che consolidarono una reciproca stima intellettuale”.
Foa ha poi negato di aver mai voluto mancare di rispetto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Sono andati a pescare un tweet, ma non sono riusciti a trovare un solo articolo in cui criticassi irrispettosamente il presidente Mattarella, che stimo per il ruolo di servitore dello Stato e per il tributo pagato dalla sua famiglia nella lotta alla mafia. Spero di avere l’occasione per ribadirglielo di persona”.
L’elezione di Foa ha scatenato le reazioni scomposte della sinistra, con insulti personali e odio cieco per l’ex caporedattore Esteri del Giornale. Ebbene, noi ci auguriamo che oltre nei tg, l’aria fresca di cui parla il neo presidente passi pure per certe tribune politiche mascherate da format di intrattenimento, che sono espressione di un potere – quello della sinistra – che finché al governo ci resteranno Lega e 5 Stelle non ha più ragione di esistere, almeno nella tv pubblica.
Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

Commenta