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Roma, 25 lug. – “Aspetto la Raggi anche davanti all’ex colonia Vittorio Emanuele di Ostia occupata centinaia di immigrati“. Così Luca Marsella, consigliere di CasaPound Italia del X Municipio, ha “sfidato” il sindaco Raggi dopo che questa mattina, accompagnata da Digos e Polizia Municipale, si è recata sotto il palazzo occupato da CasaPound in via Napoleone III per consegnare una notifica di rimozione della scritta in marmo CasaPound, posta sulla facciata dello stabile, ritenuta abusiva. La Raggi ha poi così twittato: “Ripristiniamo la legalità. Oggi notificato atto che impone di eliminare la scritta abusiva di CasaPound dall’edificio occupato in via Napoleone III simbolo della prepotenza”. Il “ripristino della legalità” che sta nel togliere una scritta di marmo in una città che affonda nel degrado, nell’abusivismo e nel collasso dei servizi di qualsiasi natura si commenta da solo.

L’ennesimo “dispetto”

Un gesto, quello della “sindaca”, da rubricare sotto i suoi soliti dispetti dettati dalla disperazione e giunto all’indomani della denuncia di Marsella, che ha presentato un esposto, sia in procura sia alla Corte dei conti perché il Comune di Roma da anni paga le utenze dell’ex colonia Vittorio Emanuele, di proprietà comunale, occupata abusivamente dal 1995 da immigrati e oggetto negli anni di continui blitz delle forze dell’ordine, e di relativi sequestri di droga, contanti, refurtive, e da cui è emersa la presenza di degrado e attività illegali. “A differenza di CasaPound – afferma Marsella davanti all’edificio dell’ex colonia – questo e’ un immobile del Comune di Roma dove il sindaco ha facoltà di intervenire ma non lo fa. Anzi, paga le utenze agli occupanti. Oggi si e’ presentata in via Napoleone III perche’ evidentemente non ha digerito la mia denuncia”.

La caserma della Municipale di Ostia

Come se non bastasse, l’occupazione abusiva impedisce il trasloco della sede della Polizia Locale a cui attualmente il Comune di Roma “paga circa un milione di euro l’anno per l’affitto” per una sede privata. Non solo. Come riportato oggi da OstiaToday, vi è la  concreta possibilità che sotto l’edificio in cui attualmente è locata la caserma dei vigili lidensi ci siano (o ci siano stati) rifiuti tossici: ipotesi “non esclusa neanche dalla Asl Roma 3 che ad inizio mese ha inviato a piazzale Clodio un incartamento relativo agli esami effettuati fino ad ora”. Al momento, su 240 vigili si contano 30 casi di malati oncologici, e negli ultimi anni le morti di uomini e donne che hanno lavorato in quell’edificio hanno fatto scattare l’allarme. Insomma, la Polizia Locale muore di tumori mentre l’amministrazione paga le bollette ai clandestini.

Cristina Gauri

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