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Roma, 10 mag – E’ ufficiale: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di revoca dell’incarico al sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Armando Siri, proposto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. La decisione era stata assunta al termine del Consiglio dei ministri di mercoledì scorso. Come è noto, l’esponente della Lega è indagato per corruzione in relazione a un’inchiesta su presunte tangenti versate per il business dell’energia eolica.

Di Maio: “Ci auguriamo che ora la Lega non perda la testa”

Su Facebook il vicepremier e capo politico del M5S, Luigi Di Maio, commenta: “Ci auguriamo che dopo il caso Siri la Lega non perda la testa. Comprendiamo la loro difficoltà di ritrovarsi, dopo nemmeno 10 mesi di legislatura, un proprio sottosegretario indagato per corruzione in un’inchiesta dove c’è anche la mafia, ma questo non giustifica certi atteggiamenti. Non siamo dei bambini, siamo dei ministri e veniamo pagati per costruire un futuro al Paese, non per lamentarci”. “Oggi più che mai il M5S non vuole fare alcuno tipo di polemica, purtroppo stiamo notando che dall’altra parte c’è dell’irritazione“. Aggiunge il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, lo sottolinea a margine della presentazione del piano industriale di Ferrovie. “Il caso Siri – ha aggiunto – non deve portare ad altri sfoghi in altri ambiti. Non vogliamo delle polemiche che potrebbero indebolire l’alleanza di governo”.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Sarebbe utile sapere con quali motivazioni. Temo che una volta di più Mattarella abbia mancato al suo impegno di garante della Costituzione. Un presidente serio avrebbe dovuto respingere la richiesta di revoca basata sul presesto dell’opportunità politica.
    Grazie. Cordiali saluti

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