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Roma, 1 lug – “Noi crediamo che la procedura di infrazione non abbia ragione di essere aperta“. Ne è certo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto sulle possibili azioni della Commissione Ue sul bilancio italiano nella conferenza stampa congiunta con il presidente federale della Repubblica d’Austria, Alexander Van der Bellen, a Vienna. “Il disavanzo di bilancio – spiega Mattarella – in Italia è passato dal 2,4% al 2,1% tra il 2017 e il 2018. L’avanzo primario è passato dall’1,4 all’1,6 nello stesso periodo. Sono due dati che indicano un trend positivo dei conti pubblici. In più vi è una condizione di grande solidità dell’economia italiana, non a caso l’Italia è la terza economia dell’Unione e la seconda manifattura d’Europa”. Un’uscita in difesa del governo verdegiallo tutt’altro che scontata, da parte del Presidente.

“Il governo italiano dimostrerà che i conti sono in ordine”

“Credo – ha aggiunto Mattarella – che il governo italiano stia presentando alla Commissione Europea tutti gli elementi che dimostreranno che i conti sono in ordine, che le indicazioni sono rassicuranti e che quindi non vi siano motivi per aprire procedure di infrazione”. Non la pensa così il commissario Ue al Bilancio Gunther Oettinger: intervistato dal Rhenische Post, ha minacciato l’Italia facendo presente che la Commissione europea potrebbe avviare la procedura di infrazione per disavanzo eccessivo contro di noi già questa settimana.

Conte: “Non mi fate commentare, se no non se ne esce più”

Sul rischio di una procedura contro l’Italia è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte al termine del vertice a Bruxelles sulle nomine. Rispondendo alle esternazioni del commissario “falco” Oettinger, non si è sbilanciato. “Non mi fate commentare le valutazioni di singoli commissari, se no non se ne esce più“, ha tagliato corto spiegando che il “percorso è molto chiaro: stiamo ragionando, parlando con atti”. Ai quali si aggiungeranno quelli che l’Italia si appresta a deliberare oggi sull’assestamento e rendicontazione. “Sono sempre fiducioso di evitare la procedura – ha aggiunto Conte – . I numeri sono sempre quelli, positivi, e non sono cambiati“.

Salta il collegio dei commissari Ue

Intanto, però, è saltato il collegio dei commissari europei, previsto per domani a Strasburgo, che avrebbe dovuto discutere proprio della procedura d’infrazione contro l’Italia. Il rinvio si è reso necessario dopo la convocazione di un nuovo vertice europeo sulle nomine domani alle 11 nella capitale belga. Infatti finora i Paesi Ue non hanno trovato la quadra sui candidati alla Commissione e la trattativa resta in salita. Una impasse che potrebbe giocare a nostro favore, anche se proprio sulle nomine l’Italia sta pestando i piedi alla Merkel.

Ludovica Colli

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