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Roma, 16 ott – Giorgia Meloni non si candiderà a sindaco di Roma. Quello che era nell’aria e appariva scontato ora è ufficiale, lo afferma una nota di Fratelli d’Italia. Ieri alla Camera si è riunito il direttivo di FdI e si è discusso anche delle candidature alle prossime comunali. In sostanza – è il ragionamento fatto nel partito – la sfida nelle grandi città va affrontata con candidati capaci di attrarre i voti anche fuori dal perimetro del centrodestra, altrimenti al ballottaggio la sconfitta sarà inevitabile.

“Per affrontare M5S-Pd ai ballottaggi serve un nome forte”

A porre la questione dei ballottaggi è la Meloni – secondo quanto riporta AdnKronos -: mentre prima il M5S si schierava contro il Pd, ora che grillini e dem stanno al governo insieme, i loro voti potrebbero sommarsi (come già accaduto alle recenti amministrative), penalizzando al secondo turno il candidato del centrodestra, fa presente la leader di FdI. Ecco perché serve un nome forte. Ma non quello della Meloni, ovviamente. “Meglio che Giorgia mantenga un respiro nazionale ed europeo, piuttosto che chiudersi e isolarsi a Roma”, avrebbe detto un big, sempre secondo quanto riporta AdnKronos. Tra i più contrari a una candidatura della loro leader figurano anche Isabella Rauti e Roberta Angelilli.

Neanche Rampelli intende candidarsi al Campidoglio

Dal canto suo, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli – confermando che non è il caso che la Meloni scenda in campo  – ha assicurato che neanche lui è interessato a candidarsi al Campidoglio. A detta di Rampelli, per vincere a Roma non si deve necessariamente individuare una candidatura civica, va bene anche un politico, non necessariamente già noto, visto che FdI dispone di un’ottima classe dirigente, capace e competente.

La nota ufficiale di FdI: “Esclusa la candidatura del presidente Meloni”

Al termine del direttivo è stata diffusa una nota ufficiale in cui si legge che “l’esecutivo ha escluso la candidatura a sindaco di Roma del presidente Giorgia Meloni“. Nella riunione si è ribadito che “il ruolo del presidente Meloni è quello di guidare il partito a livello nazionale e proseguire nel lavoro di radicamento del movimento, consolidamento della classe dirigente e tessitura di rapporti internazionali, anche per dare a tutto il centrodestra con la sua presenza attiva maggiori possibilità di vittoria alle prossime elezioni politiche”. Come è noto, la Meloni ha dichiarato qualche giorno fa di volersi spendere in prima persona per individuare il candidato per Roma, anche per dare una scossa al centrodestra, ancora in alto mare.

“Coronavirus? Né negazionisti né passare per collaborazionisti”

Durante il direttivo la Meloni avrebbe dato indicazioni anche sulla strategia di comunicazione da adottare sull’emergenza coronavirus. Né negazionisti ma nemmeno passare per collaborazionisti, è la linea dettata. La leader avrebbe quindi invitato il partito a trovare una sua linea politica sul coronavirus: essere consapevoli delle difficoltà del momento ma al contempo inchiodare il governo per gli errori compiuti senza però passare come irresponsabili. Infine sarebbero emersi malumori verso Matteo Salvini per come ha gestito la campagna elettorale alle ultime regionali. A partire dalla sparata del “7 a 0” a cui è seguito un risultato deludente da parte della Lega. Invece la vittoria nelle Marche, con Acquaroli, è da ascrivere proprio a FdI. “Se Salvini vuole fare il capo della coalizione, devo coinvolgere gli alleati nella strategia politica, non può pensare di fare tutto da solo”, è la posizione condivisa nel direttivo. Per quanto riguarda l’organizzazione di FdI, in conclusione, c’è stato chi avrebbe chiesto alla Meloni di indire i congressi per scegliere la classe dirigente sui territori.

Adolfo Spezzaferro

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