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Mercatone Uno è fallito, negozi chiusi. I lavoratori: “Licenziati via Facebook”

by Eugenio Palazzini
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Roma, 25 mag – Il Ministero dello sviluppo economico avrebbe dovuto vigilare sugli acquirenti. La Shernon Holding, ovvero la società che gestiva i negozi di Mercatone Uno, è intanto fallita. A renderlo noto è stata la Filcams-Cgil di Reggio Emilia con un comunicato. I lavoratori dello storico marchio, noto anche per aver accompagnato i successi ciclistici di Marco Pantani, hanno saputo di essere rimasti senza occupazione su Facebook, nella notte. “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”, ha dichiarato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia.

I 55 punti vendita gestiti da Sherlon Holding, acquistati un anno fa e rilevati dopo un dissesto per il quale sono indagati per bancarotta fraudolento ex soci e amministratori, chiudono così, lasciando a piedi di punto in bianco 1800 lavoratori dipendenti in tutta Italia. Adesso davanti a molti negozi chiusi sono in corso sit-in dei lavoratori. La società che un mese fa aveva fatto domanda di concordato preventivo, per cercare di ripianare i debiti con i creditori e per “salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale, preservando il patrimonio della società, e superare una temporanea situazione di difficoltà finanziaria”. Per il 30 maggio il Ministero dello sviluppo economico aveva convocato il tavolo di crisi, ma il tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato giovedì il fallimento.

Il ruolo del Mise

Ma appunto il Ministero, come dicevamo, avrebbe dovuto vigilare. Il ministero del Lavoro e il Mise che dovevano vigilare dove sono?”, ha scritto su Facebook la Filcams Cgil regionale. “È inaccettabile che gli organi di vigilanza del ministero dello Sviluppo economico, che appena la scorsa estate avevano permesso l’acquisto da parte della nuova società di quel che rimaneva di Mercatone Uno, non abbiano verificato la sostenibilità aziendale degli acquirenti. I lavoratori avevano sostenuto non pochi sacrifici in termini di orari e salari abbattuti, e una volta incassata la flessibilità l’azienda ha bypassato ogni rapporto con le organizzazioni sindacali, fino all’incredibile epilogo scoperto nottetempo. C’è già una convocazione presso la task force regionale per il 28 mattina e il 30 al Mise. Chiediamo anche al presidente Emiliano e alle prefetture di attivarsi. L’operazione di passaggio era sembrata opaca fin dall’inizio. Non è accettabile che si operi in questo modo, che si giochi con le vite delle persone che dalla sera alla mattina scoprono di non avere più un lavoro e che la società per la quale erano assunti è fallita. Questo è modo selvaggio di procedere, chi ha dato la fiducia a questi pseudo imprenditori?”.

Eugenio Palazzini

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1 commento

michele 20 Giugno 2019 - 7:43

Questo è quello che succederà con i negozi chiusi la domenica
cosi tutti in cassa integrazione ops con le famiglie in vacanza a godersi la DOMENICA SACRA !!!
Sveglia il mondo va avanti ..fenomeni, dopo è inutile lamentarsi !!!!!

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