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Roma, 22 apr – Il governo giallofucsia è nel limbo, quando invece all’Italia servirebbero decisioni, nette e subito. Alle prese con l’emergenza coronavirus, la maggioranza capeggiata da Giuseppe Conte non va oltre annunci fumosi sulla riapertura dal 4 maggio, su una fase 2 che ancora non si sa come sarà, per le attività produttive e per i cittadini. Ma soprattutto l’esecutivo prende ulteriore tempo sulle politiche economiche per difendere famiglie e imprese dalla grave crisi scatenata dall’epidemia. Anche su questo fronte, annunci di nuove misure, ma niente di preciso e nessuna data. Quando invece agli italiani i soldi servono subito e senza mille trafile burocratiche. Ma il fatto è che domani c’è il Consiglio europeo, dove il premier dovrà rappresentare l’Italia nella trattativa sugli aiuti Ue per l’emergenza. E infatti che fa Conte? Va in Aula a riferire e resta ancora un volta vago, soprattutto sulla questione più delicata del negoziato Ue: il ricorso al Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, con tutto quello che comporta in termini di commissariamento della nostra economia. Nella cortina di fumo di Conte una cosa però ormai è chiara, come sottolineato anche dalle opposizioni: l’Italia non dirà no al Mes. Il che significa che Conte potrebbe richiedere l’accesso al Fondo salva Stati, facendo votare il Parlamento.

Meloni contro Conte: “Crede di avere gli stessi poteri di Xi Jinping?”

Ieri, durante la sua informativa alla Camera, il premier è stato duramente attaccato da Lega e Fratelli d’Italia. Innanzitutto perché domani andrà a trattare sul Mes senza un chiaro mandato del Parlamento. Come ha fatto presente la leader di FdI, Giorgia Meloni. “Perché lei non sente il dovere di farsi dare il via libera dal Parlamento in merito alle proposte che sta facendo a destra e manca ai partner europei? Di cui non sappiamo nulla. Come mai non chiede il mandato del Parlamento? Lei a forza di frequentare i cinesi crede di avere gli stessi poteri di Xi Jinping?“, è l’attacco in Aula. “Se avesse chiesto il mandato del Parlamento è chiaro che non avrebbe avuto il mandato per attuare il Mes. Invece lei preferisce lavorare nelle tenebre. Ancora una volta passa la linea del Pd, ossia delle consorterie europee che a loro volta tirano le fila del Pd”, accusa la Meloni, facendo riferimento al fatto che all’ultimo Eurogruppo – ed è questa la posizione ufficiale dell’Italia da cui partirà il Consiglio europeo – il ministro dell’Economia, il dem Gualtieri, ha aperto al Mes.

Per la leader di FdI “l’Italia non può permettersi di cedere sul Mes”

La posizione di FdI, sul ricorso al Fondo salva Statisoldi che un giorno dovremo comunque restituire –  è chiara: “L’Italia non può permettersi di cedere, siamo di fronte un baratro. La situazione è gravissima, rischiamo un’ecatombe occupazionale e una desertificazione produttiva. Se Conte pensa di cedere alle pressioni delle lobby europee, in Italia troverà un problema, perché noi non siamo disposti a cedere di un metro. Di fronte a questo dramma, poi, la Ue ancora una volta è stata inadeguata. E noi lo denunciamo da qualche anno. Sulle grandi questioni non sa mai essere all’altezza. Inutile di fronte all’immigrazione, inutile di fronte alla disoccupazione, ora inutile anche di fronte alla pandemia. Inutile su tutto“.

Al Consiglio europeo “l’Italia è in una posizione di forza, senza di noi l’Europa non c’è più”

Nello specifico, il ricorso al Mes “light” senza condizionalità per le spese sanitarie dell’emergenza coronavirus è una trappola, che ci costringerebbe a misure lacrime e sangue e alla svendita degli ultimi asset strategici rimasti per soddisfare i requisiti imposti dal trattato. “Il Mes in realtà è un cavallo di Troika. I 36 miliardi che tutti ora vorrebbero prendere, mica ce li regalano, ce li prestano. E noi dovremo restituire il prestito e gli interessi su quei soldi nostri che ci danno? Ma che affarone. Se poi non li potremo restituire, ci entra la Troika dentro casa e ci strangola. Chi dice che il Mes è un favore all’Italia, lavora contro l’Italia. Presidente Conte, oggi l’Italia è in una posizione di forza, perché tutti sanno che senza Italia l’Europa non c’è più, è solo una grande Germania. L’Italia va accontentata”, sostiene la Meloni nel suo intervento in Aula.

L’alternativa al Fondo salva Stati sono i “Bot patriottici”

La soluzione alternativa al cappio al collo del Mes per FdI esiste: “Io penso che bisogna attuare la strategia proposta da Tremonti sugli eurobond, i cosiddetti Bot patriottici a lunghissima scadenza, pretendendo dalla Banca centrale europea che compri tutti quelli non venduti. Questo vorremmo che lei dicesse al Consiglio europeo. Perché noi non chiediamo l’elemosina a nessuno. L’Italia chiede di avere indietro solo quello che ha versato. Lo dica in Europa, che non ne possiamo più delle storia delle cicale delle formiche, sono loro le sanguisughe. Abbia il coraggio di fare questo e ci troverà al suo fianco”, conclude la Meloni.

Adolfo Spezzaferro

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