Londra, 18 giu – Il ministro dell’Economia Giovanni Tria torna all’attacco del suo governo scagliandosi contro i minibot: “Su questo argomento voglio essere chiaro, non credo che i minibot verranno introdotti”, ha detto parlando all’Euromoney conference di Londra, definendoli uno strumento “pericoloso e non necessario”. E’ ormai conclamata l’avversione del titolare del Mef allo strumento – ossia titoli di Stato al portatore di piccolo taglio – voluto dal governo verdegiallo per ripagare i debiti della Pa.

Salvini: “Se non ci sono strumenti migliori, avanti con i minibot”

“I minibot non solo sono nel contratto di governo ma sono anche stati votati dalla Camera. Sono lo strumento più intelligente per pagare i debiti della pubblica amministrazione: se qualcuno ne ha uno migliore bene, altrimenti dico che si va avanti con questo“. Lo ha ribadito il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, a margine dell’assemblea 2019 di Confartigianato imprese. Poi il leader della Lega è intervenuto anche sul salario minimo, chiarendo che “la priorità è la Flat tax. I salari li danno le imprese e come fanno se non abbassiamo le tasse?“.

Di Maio: “Non mi affeziono ai nomi ma dobbiamo pagare i debiti”

“Non mi affeziono ai nomi e ai termini e alle definizioni ma lo Stato deve pagare i propri debiti altrimenti non ha alcuna credibilità per chiedere le tasse“. Lo ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio, intervenendo all’assemblea di Confartigianato riferendosi, senza citarli mai, ai minibot. In ogni caso, avverte il capo politico del M5S, “il Mef non può dirci soltanto di no“.

I no di Tria sono in realtà dei sì ai tecnocrati di Bce e Commissione Ue. In tal senso, sarà difficile per il governo verdegiallo ingaggiare un braccio di ferro con Bruxelles sui conti pubblici, non potendo contare sul ministro diretto interessato.

Adolfo Spezzaferro

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