Catania, 25 feb – Nello Musumeci si allontana da Fratelli d’Italia e dalla Lega e guarda al centro. Dopo il congresso di Catania il suo movimento “Diventerà Bellissima” ha comunicato la decisione di rimanere “neutrale” alle prossime elezioni europee. “Stiamo diventando un soggetto politico nuovo e in questi quattro anni siamo cresciuti.

Dobbiamo guardare a un bacino che finora non è stato con noi e che il centrodestra non è stato capace di intercettare. Siamo stati capaci di frenare comunque il grillismo dilagante, senza alcuna storia alle spalle”. Dunque nessun dialogo con i 5 Stelle e la Lega, come auspicato dall’area che fa riferimento all’assessore Ruggero Razza, né il listone unico con Fratelli d’Italia al quale il senatore Raffaele Stancanelli stava lavorando da mesi.

Basta sovranismo e addio alleanza con Fdi

Proprio il partito di Giorgia Meloni era risultato decisivo alle scorse regionali siciliane per imporre il nome di Nello Musumeci come candidato unico del centrodestra. Adesso però il governatore si smarca da Fdi: “Bisogna chiedersi perché si rimane inchiodati al 2-3 per cento, l’ho detto a Giorgia Meloni. Noi siamo stati leali: ci ha sostenuto alle regionali, e noi abbiamo fatto due liste anche per Fdi. E alle Politiche abbiamo sostenuto la lista che ha eletto Raffaele Stancanelli. Ma adesso siamo pari, basta”.

Le ragioni “ideali” di Musumeci appaiono chiare: “Non possiamo aderire al sovranismo, come ho detto anche ai miei amici di Fratelli d’Italia. Noi non siamo europei perché italiani, noi siamo italiani perché europei. Il sovranismo nazionale è in conflitto con gli interessi della Sicilia, perché si rischiano isolazionismo e protezionismo. Noi dobbiamo lavorare per cambiare questa Europa, la Sicilia è Europa e non può uscire da questa dimensione”.

Musumeci guarda ai moderati e ai centristi

Insomma il percorso a “destra” è terminato, ma al netto dell’antisovranismo sbandierato da Musumeci, sembrano più centrali i calcoli di posizionamento politico: “C’è un vuoto, si chiama centro, l’aerea di destra, è già occupata. Lo dico io che rimango ostinatamente uomo di destra. Serve coprire quest’area moderata e rivolgersi a un mondo che non accetta il linguaggio pesante di alcuni leader”. E quindi se l’area a destra è occupata il governatore guarda “al centro, ai cattolici, ai moderati, ai centristi che non riescono più a esprimere le loro posizioni”.

Il plauso di Micciché

Musumeci punta dunque a realizzare un soggetto che possa fungere da “terza gamba” del centrodestra, alternativo a Forza Italia e legato a figure come Giovanni Toti. Il cambio di rotta del governatore è stato accolto con favore dal plenipotenziario siciliano di Forza Italia, Gianfranco Micciché. “Liberali, moderati, destra sociale, cattolici, autonomisti, insieme e uniti per un programma all’insegna del “buon governo”, un argine costruttivo alla deriva sovranista e populista. Oggi a Catania il presidente ha ribadito che quel passo è ormai compiuto e non si torna indietro. Nello, io ci sono e con me tutta Forza Italia”.

Davide Di Stefano

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  1. Poteva dirlo prima che non era sovranista (al di là dei soliti giochini di parole “italiano perché europeo, europeo perche italiano,siciliano perché gattopardesco”). Avrei votato di votarlo. Anche se l ammucchiata elettorale che lo sosteneva già era indicativa di un certo andazzo e di un certo modo di pensare. Dalla prossima volta i candidati di questa destra incline ai compromessi non avranno più il mio voto. Sarà un voto in utile? Almeno non rischiero’ di votare un uomo di Miccichè.

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