Il Primato Nazionale mensile in edicola

Palermo, 6 nov – Ormai anche un uomo piuttosto prudente come Nello Musumeci può dormire sonni tranquilli: è lui il nuovo presidente della Regione Sicilia. Le urne non lasciano più spazio a dubbi, mentre scriviamo infatti sono state scrutinate oltre l’80% delle sezioni, 4300 sulle oltre 5300 totali: Nello Musumeci è saldamente in testa con il 39,9% delle preferenze. Il pentastellato Cancelleri, che fino a qualche ora fa poteva ancora contare su qualche speranza residuale, ormai è a 5 punti di distanza, fermo al 34,7%. Più staccato Micari candidato del centrosinistra al 18,6%, mentre Fava della sinistra è al 6,2%. L’aumento del distacco tra il candidato del centrodestra e il suo sfidante grillino con l’aumento delle sezioni scrutinate è spiegabile probabilmente con il ritardo accumulato nelle sezioni di Catania, roccaforte di Musumeci, a causa della rinuncia in blocco di oltre centro presidenti di seggio.

In ogni caso è netta l’affermazione del centrodestra nelle province di Messina e Catania, tradizionalmente favorevoli, dove supera in scioltezza il 40%, ma anche in province meno scontate come Palermo, Musumeci ha staccato Cancelleri di oltre 7 punti. Nel centrodestra netta la predominanza della lista di Forza Italia, che supera il 16% dei consensi, mentre si ferma intorno al 5% la lista unitaria di Fratelli d’Italia e Noi con Salvini. Grande distacco invece tra i voti per il presidente e la lista per il 5 Stelle, ben 8 punti in meno per la lista rispetto alle preferenze del presidente. Una dinamica probabilmente dovuta allo scarso radicamento sul territorio dei grillini, che raccolgono il voto d’opinione sul presidente ma cedono sulle preferenze ai singoli possibili deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Nel centrosinistra è netto il tonfo (annunciato) del Partito Democratico, fermo intorno al 13%. Un risultato che alimenta le tensioni, con Davide Faraone, plenipotenziario dem nell’isola, che attacca a gamba tesa Pietro Grasso: “Micari ha avuto il coraggio che Grasso non ha avuto”, imputando al presidente del Senato la sconfitta del centrosinistra. Buono il risultato della lista di sinistra in sostegno di Fava, “Cento passi per la Sciilia”, che supera il 5% e dovrebbe riuscire a entrare nell’Ars.

Il voto siciliano premia dunque il centrodestra, di nuovo unito grazie alla regia di Berlusconi e all’ormai celebre “patto dell’arancino”. A cantare vittoria c’è anche Giorgia Meloni, che rivendica il suo ruolo nella scelta del candidato Nello Musumeci e nella capacità di far convergere sul suo nome Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè. Per il Pd un tonfo annunciato che potrebbe avere pesanti ripercussioni anche in ottica delle prossime elezioni politiche in primavera. Per il Movimento 5 Stelle un risultato con luci e ombre, visto che Cancelleri ha dilapidato l’ampio vantaggio di cui godeva fino all’estate scorsa. I pentastellati, che restano in ogni caso primo partito, pagano la bassa affluenza, che ha depotenziato il voto di protesta e avvantaggiato i partiti più strutturati sul territorio.

Davide Romano

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. si inverta la Rotta!
    un po di pragmatismo politico ci sta bene, sappiamo che Musumeci è persona perbene, ma sappiamo pure che è sostenuto da accozzaglia democristiani + autonomisiti e altri… ma l’alternativa è una sinistra accogliente e marchettara, o un cinquestelle anchesso sinistro e accogliente….

    intanto abbiamo questo poi si vede

Commenta