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Roma, 19 nov – Occhi puntati sul Natale. Gli italiani sono in ansia su come passeranno le vacanze: se in lockdown, con il coprifuoco, con tutto chiuso. Vorrebbero sapere se al cenone potranno esserci anche parenti di secondo grado, se rischieranno la multa per aver atteso la mezzanotte la sera della vigilia. Dal canto suo, Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, chiarisce che “se anche la curva dovesse scendere nelle prossime settimane, noi un Natale tradizionale ce lo dobbiamo scordare. Possiamo immaginare un Natale più sereno, più legato alle tradizioni squisitamente familiari”. La buona notizia è che dal 4 dicembre “negozi e ristoranti potrebbero tornare a una semi normalità“, dice il medico intervenendo a Porta a Porta.

Il nodo è il prossimo Dpcm

“L’andamento della pandemia è ancora molto pesante – avverte Miozzo – i numeri sono molto forti anche se apparentemente questa curva sembra stabilizzarsi. Le centinaia di vittime che abbiamo tutti i giorni ci stanno a ricordare che siamo ancora nel pieno del problema”. Il nodo è il prossimo Dpcm (quello in vigore scade il 3 dicembre). Ebbene, il coordinatore del Cts anticipa che dopo il 4 dicembre “i negozi e i ristoranti potranno probabilmente ritornare ad una semi normalità se rispetteranno quelle regole. Sarà una quasi normalità, non un liberi tutti”. “Semi”, “quasi”: a sentire l’esperto appare evidente che non voglia sbilanciarsi, infondendo false speranze su come sarà il Natale. Miozzo poi rassicura che sul fronte delle lezioni in presenza non ci saranno brutte sorprese: “Il rischio all’interno della scuola oggi è sicuramente inferiore che all’esterno. E’ molto più alta la possibilità per i ragazzi passando la mattinata in un centro commerciale, al di fuori di un bar, in un’aggregazione non controllata oppure in una didattica a distanza in cui si riuniscono in 4, 5 o 6 nella stessa casa, senza alcun controllo, senza alcuna mediazione che invece l’insegnante ti impone. Nell’orario di scuola devi avere la mascherina che è garantita per tutti. Sei obbligato a sanificarti e a mantenere le distanze”, fa presente il medico.

Obiettivo: riportare l’Rt sotto l’1 entro metà dicembre

Dirimente per le riaperture è l’indice Rt (tasso di contagiosità del virus), il criterio che spedisce le regioni nelle zone rosse e arancioni. L’obiettivo del governo giallofucsia, che ha imposto coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5 e lockdown per le zone rosse, è quello di riportarlo entro metà dicembre sotto l’1. In tal senso arrivano segnali che lasciano ben sperare: il rapporto tra tamponi e positivi si sta riducendo e l’aumento dei contagi si sta stabilizzando (qui l’ultimo bollettino). Tutto dipende dal monitoraggio dei dati delle regioni di venerdì 27 novembre. Calcolando la validità di 15 giorni dell’assegnazione della fascia di rischio e l’obbligo di “osservazione” di un’altra settimana, entro il 10 dicembre quasi tutte le Regioni potrebbero essere fuori dal rischio più alto.

Forse qualche allentamento su coprifuoco e chiusure

Detto questo, appare altamente improbabile che il governo giallofucsia autorizzi cenoni con assembramenti. Stesso discorso vale per gli spostamenti: le zone rosse resteranno off limits in entrata e in uscita. Altro paio di maniche è invece la mazzata all’economia (al netto di Amazon, che non a caso anche in Italia inizia ad essere boicottata in difesa dei nostri commercianti). Forse sotto le feste sarà posticipato il coprifuoco, verranno riaperti bar e ristoranti, i centri commerciali riapriranno. Insomma, una serie di allentamenti delle restrizioni per non soffocare del tutto l’economia natalizia.

Adolfo Spezzaferro

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