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Bologna, 25 giu – C’è anche Giuseppe Caruso, funzionario dell’Agenzia delle Dogane, presidente del Consiglio comunale di Piacenza ed esponente politico locale di Fratelli d’Italia, tra gli arrestati nella notte dalla squadra mobile, su ordine della Dda di Bologna, nell’operazione Grimilde. Tra i sedici destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse c’è anche il boss Francesco Grande Aracri, oltre ai figli Salvatore e Paolo, ritenuti ai vertici del clan operante nelle province di Reggio Emilia Parma e Piacenza. Francesco Grande Aracri, già condannato per associazione mafiosa, viveva a Brescello, in provincia di Reggio Emilia. E’ un duro colpo alla ‘ndrangheta in Emilia Romagna. La polizia di Stato di Bologna, in collaborazione con quella di Parma, Reggio Emilia, Piacenza e con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo, sta eseguendo una vasta operazione nei confronti del sodalizio ‘ndranghetistico attivo in Emilia, storicamente legato alla nota famiglia mafiosa dei Grande Aracri, di Cutro, in provincia di Crotone.

 

In corso perquisizioni in varie città d’Italia

Nell’ambito della stessa operazione è in corso di esecuzione un decreto di sequestro preventivo di beni emesso dalla Dda di Bologna nei confronti dei principali appartenenti al gruppo criminale riguardante società, beni mobili ed immobili, conti correnti. Sono in corso di esecuzione, in varie città d’Italia, anche un centinaio di perquisizioni nei confronti di coloro che pur non essendo direttamente destinatari del provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria di Bologna sono risultati, nel corso dell’indagine, collegati al gruppo ‘ndranghetistico atttivo in Emilia Romagna.

I destinatari del provvedimento restrittivo sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso estorsione, tentata estorsione, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, danneggiamento, truffa aggravata dalle finalità mafiose.

Salvini: “Avanti tutta contro i clan”

“Grazie alle forze dell’ordine e in particolare al Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, alla Squadra mobile di Bologna e agli inquirenti: nessuna tregua e nessuna tolleranza per i boss, avanti tutta contro i clan” commenta il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Ludovica Colli

 

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