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civitanovaMacerata, 9 set – E’ stata ricoverata ieri all’ospedale di Civitanova Marche un’immigrata nigeriana di 42 anni, rientrata da 6 giorni in Italia. La donna presenta sintomi riferibili alla febbre emorragica.

La notizia è stata confermata sia dall’Asur di Macerata che dall’assessore alla Salute della regione Marche, che ha spiegato che i sintomi sono simili a quelli della febbre emorragica presente negli affetti dal virus Ebola, anche se la diagnosi è ancora da confermare. Appaiono al momento improntate a comprensibile prudenza le dichiarazioni dei dirigenti sanitari. Va però detto che l’informazione secondo la quale la donna nigeriana nel suo paese non sarebbe venuta in contatto con persone infette, ha come unica fonte la donna stessa.

La donna, visitata questa mattina presso il pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche, ha manifestato febbre alta (superiore a 38°), dolori muscolari, nausea e vomito. Tutti sintomi compatibili anche con l’esordio della malattia causata dal virus Ebola. Essendo la donna rientrata in Italia dalla Nigeria da soli 6 giorni (21 è il periodo massimo di incubazione), il caso ha le caratteristiche per la attivazione del protocollo di allerta da parte dei servizi sanitari regionali.

In queste ore è in corso il trasferimento della paziente presso la «Divisione di Malattie Infettive emergenti e degli immunodepressi» dell’A.O. Ospedali Riuniti di Ancona, unico nocosomio marchigiano abilitato a trattare il caso.

La positività o meno al virus Ebola verrà resa nota entro 48 ore, ed è quindi opportuna la massima prudenza. Viene tuttavia spontaneo domandarsi se stavolta, come recita il detto popolare, “tanto tuonò, che piovve”.

Cristiano Coccanari

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