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Trento, 15 dic – Ennesimo episodio di stupro da parte di un gruppo di nigeriani. È accaduto a Trento e la vittima è una connazionale, trascinata in un parco e brutalmente stuprata a turno da tre richiedenti asilo. I tre sono stati presi e per loro è stato disposto il fermo in carcere, dal momento che stavano pianificando la fuga all’estero. A loro carico l’accusa di violenza sessuale e rapina e potrebbero venire processati per direttissima.

Tutto è accaduto il 25 novembre scorso, ma la drammatica vicenda ha visto la fine solo ieri, dopo che la polizia è riuscita ad arrestare i tre immigrati e a disporre per loro il fermo in carcere. Quel giorno di novembre una donna, anch’essa nigeriana, era a Trento per far visita a un’amica. In un bar i tre richiedenti asilo l’hanno notata, in un primo momento hanno tentato l’approccio poi l’hanno costretta a seguirli in un parco, dove poi si è consumata la violenza. Al termine l’hanno rapinata e minacciata di morte se avesse raccontato a qualcuno dell’accaduto o se, peggio ancora, avesse sporto denuncia.

Sebbene impaurita e sotto choc, la donna è riuscita a chiedere aiuto alla polizia. Sono partite indagini e pedinamenti e il 1 dicembre i tre componenti del branco sono stati fermati. Successivamente sono stati identificati e riconosciuti dalla vittima. Gli inquirenti hanno fatto sapere che i tre stavano progettando di fuggire all’estero per evitare le maglie della giustizia. Volevano scappare in Francia. I tre richiedenti asilo, ospiti di alcune strutture della zona, hanno 27, 22 e 19 anni, mentre la donna ha 35 anni. A uno degli stupratori era già stata rifiutata la domanda di asilo. Secondo quanto riferito dalla Polizia, che ha invitato le donne a denunciare sempre le violenze, viene avanzata l’ipotesi che lo stupro ai danni della connazionale non fosse il primo episodio di violenza perpetrato dai tre richiedenti asilo.

Anna Pedri

 

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