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Nord Corea, Salvini: “Non c’entro nulla e non riferirò in Parlamento”

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 21 feb – “Chiedetelo al ministero degli Esteri, è una questione di ambasciate. Io non ne sapevo nulla, non c’entro nulla“. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Radio Anch’io su Rai radio 1 sulla vicenda della figlia dell’ex ambasciatore nord coreano a Roma Jo Song-gil – “scomparso” lo scorso novembre e che si ritiene possa aver disertato – che è stata rimpatriata, a detta di alcuni con la forza.

Il ministro precisa che non andrà dunque a riferire sulla vicenda in Parlamento, come chiesto da diversi esponenti dei 5 Stelle.

Se c’è una ragazza che è voluta tornare dai nonni nel suo Paese – spiega il vicepremier, sposando la versione dell’ex senatore Antonio Razzi, “esperto” di Nord Corea – ha preso un aereo di linea arrivando tranquillamente in aeroporto, superando i controlli di polizia e facendo il check in senza dire nulla, cosa c’entra il ministro dell’Interno?“. Dunque “è un problema di rapporto tra ambasciate” e la questione va posta al ministro degli Esteri.

“Io vado a riferire su quello che è di mia competenza e di mia conoscenza – conclude il leader della Lega – Qui non ne sapevo un accidente e non c’entravo un accidente. Cosa vado a riferire?“.

Le rivelazioni dell’ex ambasciatore a Londra

Thae Yong-ho, ex numero due dell’ambasciata del Nord a Londra, rifugiatosi a Seul con la famiglia nel 2016, ha affermato di avere accertato attraverso “le sue fonti interne”, che la ragazza sarebbe stata rimpatriata con la forza nel corso di un blitz di un team di agenti speciali nordcoreani, venuti in Europa per cercare il padre.

Ma la Farnesina ha fatto sapere poi di essere stata informata dall’ambasciata nordcoreana a Roma, il 5 dicembre 2018, che Jo Song-gil e la moglie avevano lasciato l’ambasciata il 10 novembre e che la figlia – avendo richiesto di rientrare nel suo Paese dai nonni – vi aveva fatto rientro, il 14 novembre 2018, accompagnata da personale femminile dell’ambasciata.

M5S e opposizione chiedono di riferire in Aula

La vicenda è diventato un caso politico, con il M5s e l’opposizione che hanno chiesto spiegazioni: “L’Intelligence nordcoreana ha sequestrato su suolo italiano la figlia dell’ambasciatore Jo Song-gil? Episodio gravissimo. Matteo Salvini venga a riferire in aula quanto prima“.

“La storia di Jo Song-gil e di sua figlia – aveva commentato il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano – rapita dall’intelligence nordcoreana in Italia, se confermata, sarebbe un caso di una gravità inaudita. Quando avvenne una cosa simile, il caso Shalabayeva, andai direttamente in Kazakistan per incontrarla e capire cosa fosse accaduto e appurammo responsabilità dirette dell’allora ministro dell’Interno Alfano. Chi ha responsabilità pagherà, statene certi“.

Moavero: “Stiamo facendo verifiche”

Non sono in grado di commentare, stiamo facendo le verifiche necessarie con il ministero degli Esteri in queste ore“, aveva detto in precedenza il ministro degli Esteri Enzo Moavero sul presunto rientro forzato.

“La Farnesina – aveva aggiunto – sta seguendo la vicenda. Insieme ai servizi competenti per queste vicende delicate sta normalmente portando avanti quelle che diventano le linee politiche nazionali rispetto a una questione di questo tipo. Dopo di che se ne trarranno le debite conclusioni”.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

Tony 21 Febbraio 2019 - 11:20

“e appurammo responsabilità dirette dell’allora ministro dell’Interno Alfano. Chi ha responsabilità pagherà, statene certi“.
pagherà, come alfano: gli faranno due p.. ppe

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