Roma, 29 set – North Stream 1 e 2 non funzionanti per sempre? È l’ipotesi che viene dalla Germania, dopo le esplosioni che hanno portato alle fughe di gas nei giorni scorsi, alle quali è stata attribuita – ormai con un certo grado di sicurezza – origine dolosa.

North Stream “potrebbe non funzionare mai più”

I due gasdotti, dunque, potrebbero essere compromessi per sempre. La paura viene espressa dalla Germania, dove sono convinti che i danni per le esplosioni avvenute due giorni fa siano state ingenti. Secondo i servizi segreti tedeschi, come riportato dal Berlino Tagesspiegel, se essi non verranno riparati subito, l’acqua salata corroderà in modo irreversibile i tubi. I North Stream potrebbero quindi essere impossibilitati all’utilizzo, come d’altronde conferma anche l’agenzia danese per l’Energia, la quale sottolinea come oltre la metà del gas contenuto nella struttura sia ormai disperso nell’atmosfera, mentre il resto seguirà la stessa sorte entro domenica. In termini di quantità sprecate, insomma, siamo a livelli davvero estremi. Dal canto suo, da Mosca avviano un procedimento preliminare per terrorismo internazionale, e si dicono disponibili per un’indagine congiunta da parte europea.

Washington e Mosca si accusano a vicenda

Com’era prevedibile, da ieri Usa e Russia si accusano reciprocamente dell’accaduto. Il Cremlino sottolinea l’assurdità di pensare che ci possa essere il minimo interesse di Mosca: il gas contenuto nei North Stream è prezioso, “molto costoso” dice il portavoce Dmitri Peskov. Dunque, per quale motivo dalla Federazione avrebbero dovuto auto-infliggersi un danno economico simile? Maria Zakharova, ovviamente, la mette giù più pesante e accusa direttamente Joe Biden & soci, chiedendo un chiarimento del ruolo degli Usa sulla questione, ricordando la dichiarazione del presidente americano del 7 febbraio 2022, quando “profetizzò” la fine del gasdotto (il quale, successivamente, sarebbe stato bloccato). Oltreoceano, ovviamente, respingono al mittente. La Casa Bianca commenta così: “È ridicolo”. L’accusa del Cremlino per Washington sarebbe pura “disinformazione russa”.

Alberto Celletti

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