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New York, 20 dic – L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione che recepisce il Global Compact, il patto Onu sull’immigrazione. Dopo la firma dell’accordo alla conferenza intergovernativa di Marrakech (10-11 dicembre), pertanto, arriva anche la ratifica definitiva in seduta plenaria al Palazzo di Vetro a New York. Il documento è passato con 152 voti favorevoli, 5 contrari e 12 astenuti. Tra i contrari figurano gli Stati Uniti, l’Ungheria e Israele, mentre tra gli astenuti l’Australia e l’Italia. La scelta del governo italiano, o meglio la sua «non-scelta», è maturata solo ieri mattina, allorché il Parlamento ha votato la mozione della maggioranza che «impegna il governo a rinviare la decisione in merito all’adesione dell’Italia in seguito ad un’ampia valutazione con riferimento alla sua effettiva portata».
La posizione pilatesca dell’esecutivo gialloverde – che rinvia a data da destinarsi la decisione definitiva – è la cartina al tornasole di una maggioranza ancora divisa sulla questione immigratoria, e questo a prescindere dal contratto di governo. Se la Lega si è detta contraria alla sottoscrizione del Global Compact, il M5S è invece tuttora diviso: Di Maio vorrebbe evitare lo scontro con il suo alleato di governo, mentre la fazione di Roberto Fico rimane ferocemente immigrazionista. E il presidente della Camera non ha infatti nascosto la sua irritazione dopo la votazione della mozione presentata dalla maggioranza: «Per forza dobbiamo sederci al tavolo con tutti Paesi del mondo – ha dichiarato Fico – specie quelli da cui partono i migranti, per affrontare la problematica. A quel tavolo devi collaborare per affrontare il fenomeno migratorio con un approccio globale, che poi è la posizione dell’Italia sull’Europa, che insieme deve prendersi le responsabilità e ogni Paese deve fare la sua parte, con un approccio globale».
Fico, insomma, non demorde, ed esorta il governo a scostarsi «dalla politica di Trump sulla immigrazione e sull’ambiente». A gettare acqua sul fuoco ci ha provato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (che è comunque favorevole alla firma del Global Compact), minimizzando le divisioni interne alla maggioranza: «Abbiamo parlamentarizzato la discussione, l’importante è entrare nel merito. Il Global compact non è lo strumento per valutare se l’Italia è nel consesso dei grandi», ha detto in occasione degli auguri di Natale al Quarinale. «Se si partecipa così emotivamente – ha aggiunto – si rischia la crisi come in Belgio». Insomma, l’astensione dell’Italia all’Assemblea generale dell’Onu ha rimandato non solo la firma definitiva del Global Compact, ma anche l’appianamento delle divergenze tra Lega e Cinque Stelle su una questione così centrale com’è quella sull’immigrazione.
Valerio Benedetti





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2 Commenti

  1. Schifosi sinistri ignobili e senza spina dorsale, parassiti nullafacenti e codardi assassini della nostra civiltà……… ci vogliono morti e sostituiti da ogni tipo di feccia africana analfabeta, tribale e bestiale.

  2. È ora di smetterla di accettare ogni porcheria buonista e immigrazionista. La nostra Italia è un paese sovrano, che deve poter decidere in autonomia per il bene dei propri cittadini. Ci sono troppe forze sovranazionali che pensano di dover imporre, immigrazione, leggi e quant’altro. Questa Europa fatta di burocrati e contabili da strapazzo è ora di abbatterla in modo definitivo.

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