Roma, 31 ago – Non bisogna raccontare l’emergenza immigrazione, altrimenti se ne avvantaggiano i fascisti: è il brillante ragionamento del ministro della Giustizia ed esponente della minoranza Pd, Andrea Orlando, alla Festa dell’Unità di Pesaro. Queste le parole del ministro: “Vedo che sta tornando un fascismo non giustificato da nessun flusso migratorio al mondo. Non credo sia in questione la tenuta democratica del Paese per pochi immigrati rispetto al numero dei nostri abitanti. Non cediamo alla narrazione dell’emergenza perché altrimenti noi creiamo le condizioni per consentire a chi vuole rifondare i fascismi di speculare”. Poche righe, in cui sono dette tante cose: che l’emergenza c’è, ma è emergenza fascismo. Che gli immigrati sono “pochi”. E che se invece raccontiamo che c’è un’emergenza immigrazione, allora stiamo facendo il gioco di quei fascisti di cui sopra.

Un vero e proprio appello alla censura, di cui peraltro non si avvertiva la necessità, vista la difficoltà che hanno avuto i media nel raccontare l’identità degli stupratori di Rimini. Che non ci sia un’emergenza immigrazione, del resto, è una pura invenzione di Orlando, dato che gli stessi organismi internazionali che si occupano dell’argomento non fanno che richiamare continuamente l’attenzione sulle dimensioni epocali del fenomeno. Del resto, delle due l’una: o non c’è alcuna emergenza e gli immigrati sono pochi, ma allora è possibile opporsi a un fenomeno di così lieve entità, oppure l’emergenza c’è e siamo in presenza di un esodo biblico, ma allora l’allarmismo è giustificato. Affermare la fatalità dell’immigrazione, a cui è impossibile opporsi, e contemporaneamente dichiarare che si tratta di un problema trascurabile, è contraddittorio. Orlando, del resto, ha voluto più che altro lanciare una stoccata a Minniti, che in passato aveva espresso dubbi sulla sostenibilità del ritmo degli sbarchi.

Ma, per il ministro della Giustizia, il titolare del Viminale dovrebbe nascondere la verità pur di non favorire i fascisti: “Bisogna evitare di associare immigrazione e sicurezza. Dovremmo convivere con il fenomeno dell’immigrazione”. Non è chiaro, tuttavia, come occorra comportarsi quando fenomeni di insicurezza e di criminalità hanno, documentatamente, a che fare con l’immigrazione. Bisogna censurarli? Orlando ha poi ovviamente lanciato il suo spot per lo ius soli: “Se c’è la volontà c’è anche il tempo per fare questa legge molto importante. Che è una legge di civiltà ed è conveniente per la sicurezza dei cittadini. Perché chi non ha cittadinanza è deresponsabilizzato”.

Roberto Derta

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