Roma, 10 ott – Il cinema italiano, si sa, vive di idee originali. Tipo “Sono tornato”, il nuovo film di Luca Miniero che immagina il ritorno di Benito Mussolini ai giorni nostri, fra ironie, equivoci e, ovviamente, il solito monito contro i populismi in filigrana. Vi sembra di averlo già sentito? Ma certo, è la trama di “Lui è tornato”, il film di David Wnendt tratto da un romanzo di Timur Vermes e che ovviamente ha al centro un redivivo Adolf Hitler. Perché non sfruttare l’idea anche per l’ossessione della sinistra italiana, ovvero Benito Mussolini? Detto, fatto, come del resto era già venuto in mente a un mediocre fumettaro che ha pensato bene di avere il suo quarto d’ora di notorietà immaginando la stessa trama, con il sovrappiù di ironie su piazzale Loreto.

È a questa brillante idea che dobbiamo l’apparizione, in varie città italiane, di un personaggio vestito come il capo del fascismo, prontamente ripreso da media e curiosi. Era, in realtà, l’attore Massimo Popolizio, protagonista del film. La trama, da quel che filtra, non sembra discostarsi dal canovaccio tedesco: il Duce si risveglia nel mondo di oggi, molti lo prendono per un comico, il personaggio ha successo, solo pochi capiscono che da quelle risate si può passare alla tragedia. Caspita. “Mussolini riesce a confrontarsi con una serie di dinamiche che risolve in modo brillante. Quindi, in qualche modo, fai il tifo per lui. Ed è questo l’aspetto angosciante del film. Perché le cose che dice, anche le più folli e spietate, hanno un pizzico di verità”, dice Miniero a Repubblica. Insomma, l’hanno capito anche loro che, a confronto dei politici di oggi, Mussolini ne uscirebbe come un campione di efficientismo. Ma, ovviamente, il regista non può esimersi dal raccontarci che il Mussolini redivivo, di fronte a un gruppetto neofascista, ammonirebbe i suoi seguaci: “Siete troppo morbidi con i negri”. Che fantasia, che brillantezza, che accuratezza storica. Sorge il dubbio che, co avversari così scontati, un Mussolini redivivo vincerebbe sin troppo facilmente.

Giorgio Nigra

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3 Commenti

  1. A parte il fatto che ottant’anni fa usare la parola negro per indicare persone di colore era la cosa più normale del mondo e che costoro fossero considerati da tutti gli occidentali poco più che selvaggi, basterebbe non Mussolini ma il suo usciere a sembrare un illuminato statista confrontato con questi sinistri inetti e codardi che ci governano abusivamente.

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