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Bruxelles, 4 giu – La pandemia, con restrizioni e chiusure, incide sui guadagni degli italiani: per il 76% dei cittadini ha avuto e continuerà ad avere un effetto sul reddito. Lo rivela un sondaggio di Eurobarometro, commissionato dal Parlamento Ue e condotto nei 27 Stati membri, su un campione di oltre 26mila cittadini over 15, condotto tra marzo e aprile 2021.

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Pandemia e reddito, il sondaggio di Eurobarometro

In Italia, l’impatto finanziario dell’emergenza sanitaria e le restrizioni che comporta è percepito in maniera forte, con il 45% degli intervistati che afferma di averne già subito gli effetti e il 31% che prevede di subirne in futuro. Per il 76% degli italiani la pandemia da Covid ha avuto un effetto e lo avrà anche in futuro sul reddito.

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Per il 45% la pandemia ha avuto un impatto sui guadagni, per il 31% l’impatto deve ancora arrivare

Nel dettaglio, il 45% degli italiani ritiene che la pandemia abbia già avuto un impatto sui guadagni, mentre il 31% crede che l’impatto non sia ancora arrivato ma che arriverà presto. Solamente il 23% pensa che i suoi introiti non subiranno danni. Il risultato registrato in Italia peraltro è in contrasto con la media europea, dove solo il 31% ritiene di sentire già le conseguenze economiche, il 26% si aspetta di avvertirle presto e il 42% ritiene i propri guadagni al sicuro. A bene vedere infatti gli italiani sono più pessimisti (magari anche a causa delle restrizioni ancora in vigore che di certo non rilanciano l’economia).

I cittadini Ue ritengono che benefici salute superino danni economici

Un dato che farebbe piacere al ministro della Salute Speranza – notoriamente restio riaperture e concessione di libertà – è che allo stato attuale i cittadini Ue ritengono che i benefici per la salute derivati dalle chiusure siano maggiori dei danni all’economia. Poveri ma sani, insomma. Nonostante l’impatto finanziario della pandemia, la maggioranza degli intervistati Ue (58%) ritiene che i benefici delle restrizioni superino i danni. Un punto di vista diverso dunque rispetto alla seconda metà del 2020, quando la maggioranza dei cittadini Ue stimava che i danni economici fossero maggiori rispetto ai benefici per la salute, secondo i dati del sondaggio dell’Europarlamento di ottobre/novembre 2020.

Per gli italiani priorità Ue è aumentare risorse per sviluppo trattamenti e vaccini

Sempre secondo il sondaggio condotto dall’Eurobarometro, il 76% degli italiani vuole che l’Ue acquisisca maggiori competenze per affrontare eventuali prossime pandemie, con un 22% che si dice in disaccordo. A livello Ue, la percentuale dei favorevoli a maggiori competenze è leggermente più bassa (74%). Alla domanda su a cosa l’Ue dovrebbe dare priorità nell’affrontare la pandemia, gli europei identificano come più importante il rapido accesso a vaccini sicuri ed efficaci per tutti (39%). Ciò rappresenta la seconda priorità per gli intervistati italiani, con più o meno la stessa percentuale: 37%. Infatti per l’Italia la prima priorità per l’azione dell’Unione europea è aumentare le risorse per lo sviluppo di trattamenti e vaccini (39%, contro il 29% a livello Ue). La terza priorità italiana, anche qui con percentuali decisamente più alte della media Ue, è sviluppare una politica sanitaria europea (34%, rispetto al 25% in media Ue).

Adolfo Spezzaferro

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