Roma, 23 set — Il «voto utile» per Gianluigi Paragone? «Quello per Italexit». Risponde così  ai microfoni del Primato Nazionale il leader di Italexit a margine del comizio di chiusura della campagna elettorale tenutosi ieri a Roma. L’appello di Paragone è rivolto soprattutto al 40% di indecisi: Italexit, il più consistente tra i cosiddetti «piccoli partiti», dovrà affrontare la sfida con la fatidica soglia del 3% necessaria all’ingresso in Parlamento.  Secondo Paragone, gli indecisi «hanno in mano la carta vincente per fare cambiare il corso degli eventi, sballerebbero completamente i sondaggi e i calcoli del Palazzo. Mi auguro che queste persone capiscano che il voto è importante e che con il sostegno dato alle forze estranee al mondo Draghi potremo guadagnarci la loro fiducia e ricompensa».

Cristina Gauri

Intervista: Valerio Benedetti

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Già uno che promette lavoro per tutti
    https://italexitconparagonepiemonte.org/manifesto#

    “LAVORO PER TUTTI

    Impossibile? Solo se si crede che il lavoro sia solo quello creato dal settore privato. Ovviamente quest’ultimo ha un ruolo cruciale da giocare in un’economia dinamica, ma i processi di automazione e di robotizzazione implicano che saranno sempre meno i lavori che il settore privato sarà in grado di offrire. Dobbiamo dunque rassegnarci alla disoccupazione o al massimo a ricevere un reddito di sussistenza dallo Stato? Assolutamente no. Infatti non solo siamo drammaticamente a corto di organico nei tradizionali settori pubblici, in particolare sanità e istruzione, ma esistono un’infinità di lavori potenziali – e assolutamente necessari – da creare nei campi della riconversione ecologica, dell’urbanistica, delle infrastrutture, dell’assistenza sociale oltre che nei nuovi distretti industriali da lanciare. Va da sé che molti di questi lavori, poiché richiedono cospicui investimenti che non garantiscono utili monetari nell’immediato ma offrono grandi “utili sociali”, può crearli solo lo Stato. Una buona e piena occupazione è possibile ed è necessaria allo scopo di rilanciare la domanda interna, ripristinando il circolo virtuoso fra pubblico e privato che è stato distrutto dall’ideologia neoliberista. ”

    quando entro il primo semestre 2023 verra una crisi economica globale che la recessione del 1929-32 terminata nel 1954 era acqua fresca al confronto perché c’è già sovrapproduzione di beni quindi chiuderà anche chi attualmente produce già dimostra di essere fuori dalla realtà e per uscire dalla merda in cui ci troveremo serve invece parecchia lucidità.

    Se aggiungiamo che i sondaggi sono commissionati da media in mano a chi già comanda e casualmente #Italexit è l’unico partito promozionato da sondaggi commissionati da chi comanda fa ulteriormente riflettere sull’utilità di certi voti.

    Magari sono io in difetto ma non riesco a credere ad un oste promozionato dal potere già in essere che millanta la bontà del suo vino.

    Credo guarderò oltre i sondaggi per questa volta, per 8 milioni di ragioni
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2022/09/21/insondabile/

Commenta