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Sassari, 26 feb – Si alza il livello di scontro della protesta dei pastori sardi. C’è stato infatti un nuovo assalto armato ad una cisterna del latte, stavolta nel Sassarese, nelle prime ore del mattino.

Due uomini armati hanno fermato l’autotrasportatore a Nule, in Provincia di Sassari, e lo hanno costretto a scendere dal mezzo e ad allontanarsi. Quindi hanno appiccato le fiamme al mezzo che è stato parzialmente distrutto. Il blitz arriva nel giorno in cui si apre in prefettura a Sassari il tavolo tecnico sul prezzo del latte.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri della compagnia di Bono.

L’escalation della protesta

Il raid è l’ennesimo atto di un’escalation di proteste nell’ambito della battaglia dei pastori sardi sul prezzo del latte. Già diverse procure sarde si stanno occupando di questi e di altri episodi, come il blocco delle autocisterne per far buttare il latte appena raccolto sulla strada, e sono già scattate le prime denunce.

“Non siamo andati a votare”

“Non sono andato a votare, ho altro in testa, ho più a cuore il problema del latte che le elezioni. Penso che una buona parte dei pastori non sia andato, e non perché sia giusto non andare a votare ma perché ci sono degli altri problemi per noi – ha detto Nenneddu Sanna, uno dei leader della protesta dei pastori, ospite del programma di Rai Radio1, Un Giorno da Pecora – . Ho fiducia nella nostra protesta”.

E tanti come lui probabilmente hanno disertato le urne, perché sfiduciati dall’esito negativo della trattativa con il governo centrale.

Salvini: “Sono solo dei criminali”

Questi delinquenti non hanno niente a che fare coi pastori, con la loro fatica, la loro protesta e le loro ragioni. Questi sono solo dei criminali. E come tali saranno trattati”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini condanna duramente gli assalitori della cisterna del latte.

Sulla stessa lunghezza d’onda il neogovernatore Christian Solinas: “Questi atti violenti sono da condannare. Questi non sono pastori. Al comparto occorre una risposta di sistema”.

La trattativa sul prezzo del latte

In settimana convocherò nuovamente i pastori al Viminale per dare una degna chiusura a questa vicenda“, ha detto il vicepremier Salvini.

Un annuncio che ha ottenuto il plauso di Coldiretti. “Abbiamo la responsabilità di continuare a lavorare per chiudere la trattativa in modo giusto e restituire serenità ai pastori e alle loro famiglie, nonostante le evidenti criticità”, ha evidenziato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, nel commentare positivamente l’annuncio di riconvocazione del tavolo sul prezzo del latte ovino.

“Non ci si può arrendere – conclude Prandini – , perché in gioco ci sono 12 mila allevamenti della Sardegna, dove pascolano 2,6 milioni di pecore, il 40% di quelle allevate in Italia, che producono quasi 3 milioni di quintali di latte, destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop)”.

Adolfo Spezzaferro

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