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Roma, 26 feb – Quando mancano ancora dieci sezioni su 1.840, i risultati delle Regionali in Sardegna decretano la vittoria di Christian Solinas, candidato del centrodestra, al 48% dei consensi.

I risultati confermano e ampliano quelli delle Regionali in Abruzzo: vittoria del centrodestra, trainato dalla Lega; centrosinistra che arranca molto indietro; M5S in caduta libera.

Solinas: “Oggi ha vinto la Sardegna”

“Oggi ha vinto la Sardegna. Non ho mai creduto in un testa a testa: 14 punti di differenza sono un dato incontrovertibile“: il segretario sardista e senatore Solinas parla da nuovo governatore dell’isola. Per lui quasi il 48% delle preferenze personali, garanzia di un buon premio di maggioranza, mentre la coalizione di centrodestra supera il 52%.

Il candidato del centrosinistra Massimo Zedda si è fermato al 30%.

Il voto si è polarizzato sulle coalizioni. Come già è accaduto in Abruzzo, a farne le spese è stato soprattutto il M5S, fermo al 9,4%, mentre ci si aspettava un risultato a doppia cifra, e anche delle tre formazioni indipendentiste e di Sinistra sarda, tutte sotto la soglia di sbarramento del 5%.

Solinas, cagliaritano di 42 anni, segretario del Partito sardo d’Azione, era sostenuto da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia con una coalizione 11 liste di centrodestra e sardiste. “Il centrodestra unito”, ha commentato Solinas, che per tutta la campagna elettorale ha potuto contare sulla presenza del leader della Lega Matteo Salvini, “rappresenta una formula politica vincente con le forze autonomiste e sardiste”.

Il tracollo a 5 Stelle

Il candidato pentastellato Francesco Desogus è solo terzo con l’11%. “Se teniamo conto che finora in Regione non c’era alcun rappresentante del M5S, l’esito mi soddisfa”, ha commentato, “gli altri partiti si sono inventati tante liste a gennaio, pur di avere 660 candidati da una parte e 400 dall’altra. E’ come se fosse una partita di calcio: loro erano 11 in campo contro un solo portiere dall’altra parte. Vedete un po’ voi come può finire la partita. Noi portavamo avanti un progetto politico. Gli altri no, erano impegnati a portare avanti il mantenimento del potere”.

Ma al di là delle (belle) parole, i 5 Stelle rispetto al 40% delle Politiche di marzo sono praticamente spariti.

Il peso dei pastori in rivolta

“La protesta dei pastori ha radicalizzato lo scontro tra me e il centrodestra e nell’ultima parte ha penalizzato lo stesso Salvini”, ha osservato Zedda sottolineando che alla fine la protesta “è sfociata in astensione” e “pur essendo legittima ha oscurato una parte della campagna elettorale”.

I risultati dei partiti

Non sarà solo il M5S ad avere per la prima volta rappresentanti nel Consiglio regionale della Sardegna. Entra nel Consiglio anche la Lega, appena sotto il 12%, secondo partito dopo il Pd. Il Psd’Az, al 10% (“abbiamo raddoppiato i voti”, esulta il segretario Solinas), supera Forza Italia, attorno all’8%, mentre i Riformatori vanno oltre il 5% e Fratelli d’Italia al 4,5%.
Nel centrosinistra, dopo il Pd, arriva LeU con poco più del 4%.

Molte le schede bianche e nulle

Preoccupa il dato delle schede bianche e di quelle con errori che annullano il voto: 5.473 le bianche, 675 le nulle e 11.905 con voti nulli, probabilmente a causa della prima applicazione della doppia preferenza di genere nonché per il voto disgiunto.

Insomma, la complicata legge elettorale sarda – oltre ad aver rallentato enormemente le operazioni di scrutinio – ha mandato nel pallone non pochi elettori.

Adolfo Spezzaferro

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