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Poligamia, che male c’è? Ma siamo noi a dover decidere

by Adriano Scianca
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poligamiaRoma, 8 ago – Sarebbe davvero un disastro etico e sociale se in Italia venisse legalizzata la poligamia, come chiesto provocatoriamente da Hamza Roberto Piccardo, presidente dell’Unione delle comunità islamiche italiane? Ovviamente no, anche perché sarebbe francamente difficile fare peggio di così rispetto al panorama etico-sociale circostante. Ma non è solo questo. Su circa 850 culture esistenti al mondo, l’83% sono poligame, mentre solo il 16% sono monogame, per tacere del regno animale, dove la monogamia riguarda solo il 5% delle specie. La “famiglia naturale”, ovviamente monogama, non è poi così naturale, a ben vedere.

Ovviamente si potrebbe far notare che in quel 16% di culture basate sulla monogamia rientra anche la nostra, di cultura, particolare non trascurabile. Il che è vero non solo riguardo ai modelli “tradizionali” che poi tanto tradizionali non sono (la “famiglia del Mulino Bianco”) ma anche rispetto alle nostre tradizioni più autentiche, come per esempio quelle che affondano le radici in Roma antica. Dove, tuttavia, il matrimonio monogamo era inserito in un contesto più ampio di relazioni, parentele, legami, scambi, rapporti sessuali e sentimentali che difficilmente uno dei difensori odierni della “famiglia tradizionale” lo avrebbe riconosciuto come tale. Del resto la poligamia – termine con cui in genere si intende designare la poliginia, la poliandria essendo un fenomeno rarissimo – sembra somigliare pochissimo all’immagine da barzelletta che solletica pruriginosamente i nostri cervelli puritani. Tanto per cominciare, essa è evolutivamente un’istituzione in favore della donna più che dell’uomo (per il quale, anzi, aumenta la competizione sessuale con gli altri uomini). Del resto, là dove esiste, la poligamia non sembra avere quella dimensione promiscua e confusa che a noi piace immaginare: non è un ménage a tre, a quattro etc ma una pluralità di ménage a due. E infatti i figli nati in tali famiglie non si considerano figli di una “comune”, ma hanno ben chiaro quale sia il loro padre e la loro madre. Ovviamente la precondizione per accettare un’istituzione del genere è la libertà, formale e sostanziale, degli adulti consenzienti che decidono di aderirvi, ma questo è, o dovrebbe essere, scontato.

Piccardo faceva riferimento alle unioni gay, rispetto alle quali, tuttavia, la poligamia sarebbe comunque socialmente preferibile, perché fondata su unioni potenzialmente feconde, cosa che non è affatto secondaria quando si ragiona di famiglia e società (un argomento su cui “l’amore” dovrebbe non avere alcun peso).

Via libera ai matrimoni plurimi, quindi? Non proprio. Se in linea di principio è difficile trovare argomenti contro la poligamia che non abbiano a che fare con interdetti moralistici e con la violazione di modelli catto-borghesi, in sede pratica, qui e oggi, la richiesta di Piccardo comunque “puzza”. Puzza di “comunitarismo”, come lo chiamano in Francia, ovvero di lobbismo fatto da una specifica comunità etno-religiosa a scapito della collettività. Insomma, se il nostro codice decidesse di legittimare la poligamia secondo un’intenzione post-moralistica, nessun problema. Se invece è una comunità allogena – sia pur per bocca di un convertito italiano – a porre la questione al fine di guadagnare terreno, sull’aureo esempio dei gruppi di pressione lgbt, allora la deriva sembra chiara e va comunque contrastata. Se siamo noi a deciderlo, va bene. Se qualcuno venuto da chissà dove decide di passare alla cassa sentendosi ormai in grado di dettare legge, non va più bene. Rispediamo pure al mittente la proposta di Piccardo, quindi. Ma senza tramutarci in guardie svizzere a difesa di un’arca dei valori che è stata saccheggiata già da troppo tempo.

Adriano Scianca

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5 comments

Il Duca Bianco 8 Agosto 2016 - 11:18

Il miglior articolo sul web al momento. Complimenti al Dr. Scianca!

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Turzo 8 Agosto 2016 - 11:30

Grande Hamza Roberto Piccardo, ci mancavi solo tu a detonare cazzate simili, del resto talis pater…. Una cosa mi fa pensare che la tua sia una degenerazione delle cellule cerebrali. Ma i froci (e non Gay in quanto non appartenente al vocabolario italiano) voi maomettani non li buttavate dall’alto dei palazzi? o li sterminavate col DDT? ora vorresti dire che adesso sono utili alla TUA causa? Mi fai pena!

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Pietro 8 Agosto 2016 - 12:48

Unione delle comunità islamiche italiane?
Domanda: che cazzo scappano a fare se poi riportano le stesse stronzate da cui scappano negli altri Paesi?

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Federico 8 Agosto 2016 - 2:15

“Se in linea di principio è difficile trovare argomenti contro la poligamia che non abbiano a che fare con interdetti moralistici e con la violazione di modelli catto-borghesi”…no, scusa, non penso proprio….

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Emanuele 9 Agosto 2016 - 3:01

Sì, ma…. Se vuoi rispondere alle tesi dell’articolo, rispondi con degli argomenti. “…no, scusa, non penso proprio….” Che cazzo vuole dire? Forse il tuo parere è la verità? Chi sei, il Padre Eterno?

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