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Roma, 29 apr – Una bufera del tutto inutile si sta scatenando dopo il servizio del Tg3 sulla commemorazione della morte di Benito Mussolini. Ogni anno il 28 aprile si recano a Predappio centinaia di persone, lo sanno anche i sassi, eppure questa volta si è scatenata una ridda di polemiche su quella che con tutta evidenza non è un’incredibile notizia. Potremmo anzi dire che non si tratta neppure di una notizia, ma di un fatto ricorrente, ogni anno appunto. Eppure l’irritazione espressa da un parlamentare del Pd, Michele Anzaldi, ha dato il via a uno stucchevole dibattito.



“Al Tgr Emilia Romagna è andato in onda un servizio che nulla ha a che vedere con l’informazione e molto con quella che è apparsa come una vera e propria apologia del fascismo – ha scritto il parlamentare del Pd su Facebook – Due minuti di interviste e immagini, con tanto di saluti romani, sulla manifestazione fascista di Predappio per l’anniversario della morte di Mussolini. L’amministratore delegato Salini spieghi se questa è la nuova informazione Rai. Chi ha deciso di mettere in onda quel servizio? Chi non ha controllato? Il direttore Casarin sia chiamato a risponderne”.

Il servizio non ci è parso minimamente apologetico, eppure il solo trasmetterlo ha suscitato le ire dei soliti democratici a corrente alternata. Per loro, semplicemente, certi temi non andrebbero proprio trattati, neppure in modo asettico. Così vanno le cose, anche se non vi pare. Di qui la reazione dell’ad della Rai, Fabrizio Salini, che stando a quanto riportato dall’Ansa avrebbe espresso “profonda irritazione”, chiedendo chiarimenti al direttore del Tg dell’Emilia Romagna, Alessandro Casarini, che adesso dovrebbe fornire un’accurata relazione su tempi e modalità di realizzazione del servizio.

La stessa redazione del TgR ha preso le distanze dai “contenuti” andati in onda, dicendo che il ‘Contratto di servizio’ è “ancorato alla Costituzione italiana, antifascista e antirazzista”, cosa che di conseguenza non rende “ammissibile” un servizio che sembra una “assurda presunta par condicio tra neofascismo e antifascismo”. E dire che a noi sembra assurda questa polemica.

Alessandro Della Guglia



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