Roma, 26 ago – Il prezzo del gas sembra non avere limite e Confindustria lancia l’allarme. Dopo la temporanea discesa in una limitata fase, quando era giunto al record “basso” di 290 euro, ieri ha chiuso alla quotazione inimmaginabile di 321 euro, come riporta l’Ansa.

Il prezzo del gas e gli allarmi di Confindustria

Le contrattazioni hanno chiuso con un rialzo del 10% e il risultato finale della giornata è drammatico: 321,4 euro al megawattora. Il tutto mentre si avvicinano i tre giorni di chiusura del gasdotto Nord Stream. Confindustria lancia un allarme quasi disperato, e così parla il suo presidente Carlo Bonomi:”Tutti i giorni assistiamo a un aumento del prezzo del gas. Il governo Draghi può e deve intervenire”.

Gli interventi necessari secondo i rappresentanti industriali

È chiaro che il primo, fondamentale step è il tetto al prezzo del gas. Non importa da dove viene, secondo Bonomi, ma che sia attuato il più presto possibile: “Se non viene fatto a livello europeo deve essere fatto a livello nazionale“. Questo oltre a “sganciare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, sospensione temporanea dei certificati Ets e riservare una quota della produzione dell’energia rinnovabile a costo amministrato alle aziende manifatturiere come fanno in altri Paesi”.

Infine, Bonomi dichiara: “Un decreto legge che raddoppi il credito d’imposta si può fare domattina. Chiediamo a questo governo di farlo, per evitare a molte aziende di chiudere. Credo ci sia un consenso largo in Parlamento. E accanto a questo anche il disaccoppiamento dei costi dell’energia fossile da quella delle rinnovabili. Si può fare. Si deve fare prima delle elezioni”.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Nel prezzo del gas incide pochissimo il costo della materia.
    È tutto un gioco dovuto ai derivati bancari.
    Tipo scommesse.

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