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Basilea, 15 nov – “Due cose sono infinite l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”. Lo stesso direbbe Einstein di quella inesauribile trovata truffaldina chiamata “politicamente corretto”. Succede che a Basilea, in occasione della grande fiera d’autunno (che coinvolge ben sette piazze ed un padiglione fieristico), una ragazza di origini caraibiche scateni un inutile putiferio: con conseguente attivazione del meccanismo mediatico “anti-razzista”. “Non posso credere che abbiano volutamente scelto questo nome per quel tipo di articoli. Mi sono sentita offesa”: nel mirino della polemica, la scritta “www.anti-black.ch.” che delimita lo stand dell’omonima azienda.

Azienda che, peraltro, opera nel settore delle pulizie: ecco spiegato il nome, che logicamente allude all’eliminazione dello sporco. Apriti cielo: o meglio, via libera al buonismo! La ragazza non ha certo tralasciato un passaggio chiave, affinché il tritacarne mediatico si avviasse: selfie con volto “espressivo” e scritta “razzista” come sfondo. Insomma, come vuole la procedura.

Contattata, la direzione di Anti-Black, è la stessa direttrice a fornire le dovute spiegazioni: “Nessuno dei clienti si è mai lamentato per il nome dell’azienda, né è mai stato fatto il collegamento con il colore della pelle. Quel nome è stato pensato da mio padre quarant’anni fa e l’unica allusione è alla pulizia. Non mi risulta infatti che lo sporco sia bianco, ma nero. E noi produciamo prodotti per pulire”, ha detto. Certo, al farneticante anti razzismo la fantasia non manca: ed Einstein annovererebbe anche questa, fra le “cose infinite”.

Chiara Soldani

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2 Commenti

  1. Se un negro uccide la moglie bianca e la figlioletta di un anno,
    si scatena il finimondo perchè sia censurata l’identità del selvaggio assassino, a costo di mandare la polizia a casa dei blogger che tentavano di pubblicare la notizia…
    Se un infante di cannibali assale una compagna di asilo sfigurandola in volto con 15 morsi, si cancella subito da facebook lo sfogo della mamma, colpevole di aver osservato che il piccolo cannibale era somalo.
    La Kyenge che strilla come una gallina… pardon, come un gibbone: “al razzismo! Nel mio giardino hanno tirato una merda!” … e poi si scopre che è il vicino, che si è rotto di raccattare le cagate del suo cane.
    Tre boscimani violentano una ragazzina, la fanno a pezzi, gli mangiano il cuore e gettano i resti in una valigia,
    e tutti corrono in piazza perchè uno, incazzato, ha sparato due colpi (senza uccidere nessuno!)…
    E questa cretina, si permette di chiedere a una ditta di pulizie il cambio del nome!!!
    Qualcuno ci salvi da questa pazzia collettiva! AIUTOOOO!!!!

  2. Persino la pubblicità dell’Enel è razzista quando parlano dell’energia dei Bianchi.
    Questa gente è folle.

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