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Bologna, 18 set – Si facevano chiamare la gang dell’Ak47: 11 pakistani, di cui 5 minorenni, responsabili di varie aggressioni a Bologna, che sono stati identificati dalla Polizia. Il “gruppo criminale” è ritenuto responsabile di alcuni episodi di grave violenza nel capoluogo di regione nel corso dell’ultimo anno. La banda è stata protagonista in particolare di due aggressioni, di cui una a carattere punitivo, con l’utilizzo di armi da taglio e corpi contundenti.

Le aggressioni, di cui una con rapina

Il primo episodio di violenza, risalente all’agosto 2019, si è consumato nella centrale via Indipendenza, dove un 19enne di origine rumena è stato accoltellato alla schiena, riportando ferite guaribili in 30 giorni. La Polizia ha individuato due soggetti ritenuti responsabili dell’aggressione, entrambi pakistani maggiorenni, ed identificato altri 10 soggetti presenti. Il secondo episodio, lo scorso dicembre all’interno di Giardini di Corticella, nella periferia bolognese, ha visto vittime tre giovani pakistani dapprima accerchiati e poi aggrediti con tirapugni, catene e coltelli da un gruppo di circa 15 ragazzi. Uno dei feriti, un ventenne, ha riferito di essere caduto in un agguato dopo essere stato contattato su Facebook da due profili che gli avevano intimato di interrompere la sua relazione con una ragazza pakistana. Per risolvere la questione, gli era stato dato appuntamento per il giorno dopo al parco, dove si è presentato accompagnato da due connazionali. Il giovane in questione ed uno dei suoi amici hanno riportato ferite multiple con prognosi di 15 giorni, mentre il terzo è scappato e si è rifugiato in un bar. Il ventenne ha inoltre dichiarato di essere stato rapinato di una somma considerevole in contanti.

Le indagini sui social: incastrati dal simbolo del kalashnikov

Quando sono scattate le indagini della Polizia postale sulla base delle immagini acquisite con la collaborazione delle vittime sui social network (Instagram, Facebook e TikTok), sono stati isolati 10 profili non immediatamente riconducibili a persone reali. Sulla piattaforma social TikTok è stato analizzato un video in cui figuravano alcuni indagati mentre esultavano in auto, con tanto di colonna sonora e di scritta sovrimpressa “Ak-47-gang” “Italy-Bologna”. Ebbene, l’indicazione “AK47”, il celebre fucile d’assalto sovietico kalashnikov, ha permesso di scoprire altre correlazioni tra tutti i profili proprio grazie al simbolo identificativo del gruppo d’appartenenza. Le foto acquisite dalle varie identità virtuali sono risultate compatibili con i caratteri fisionomici delle persone raffigurate negli identikit e con quelle presenti negli archivi di Polizia. Ciò ha permesso di risalire ai responsabili delle aggressioni. Il gruppo criminale è contraddistinto dal simbolo del noto fucile, che alcuni dei membri hanno tatuato sull’avambraccio. Ora gli 11 pakistani sono indagati per i reati di lesioni aggravate, rapina, nonché possesso ingiustificato di armi, come un tirapugni ed un coltello (e una pistola giocattolo).

Adolfo Spezzaferro

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